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Falsi contratti di lavoro per far ottenere permessi di soggiorno agli extracomunitari: a processo

Oggi una nuova udienza davanti al gup Giangamboni, ma a causa di un difetto di notifiche è stato tutto rinviato al prossimo anno. Ecco tutta la vicenda

C'è anche chi lucrerebbe sul fenomeno dell'immigrazione, magari trovando vantaggio da persone "disperate" che hanno bisogno di un permesso di soggiorno. Questa volta, a finire ne mirino della giustizia, sono oltre dieci persone-uno dei coimputati è difeso dall'avvocato Roberto Quirini del Foro di Perugia- accusate a vario titolo di reati tra cui falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative, e falsità in registri e notificazioni. Oggi davanti al giudice Giangamboni, l'udienza preliminare, ma a causa di un difetto di notifica è stato tutto rinviato al prossimo 18 febbraio.

Nel mirino della giustizia, sarebbe finita anche una consulente del lavoro, accusata di aver procurato finti contratti di lavoro, tali da assicurare ai suoi "clienti", in questo caso extracomunitari senza permesso di soggiorno, il rinnovo del prorio permesso o il ricongiungimento in Italia dei propri familiari. Tutto questo, dietro lauti compensi.

In particolare, grazie alla falsificazione di dati occupazionali e falsi prospetti paga, ovvero falsi rapporti di lavoro alle dipendenze del proprio studio professionale e di un'altra ditta (risultata estranea ai fatti) avrebbe determinato false posizioni assicurative, assistenziali e previdenziali presso l'Imps e l'Inail di Perugia, in favore di ben 12 extracomunitari. In concorso con uno dei cittadini stranieri, "avrebbe inoltre presentato presso lo sportello Unico dell'Immigrazione, una falsa domanda di emersione dal lavoro irregolare determinando, in favore di questo, il fraudolento rilascio del permesso di soggiorno al fine di di favorirne, dietro compenso di mille euro, la permanenza sul territorio italiano e conseguirne un ingiusto profitto"- si legge nel capo d'imputazione. 

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