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Oltre 70mila euro per la ricostruzione post sisma sparirono nel nulla: in due finiscono a processo

A processo l'ex presidente di un consorzio a Nocera Umbra e il direttore dei lavori: l'accusa è appropriazione indebita per un ammanco di 77mila euro destinati alla ricostruzione delle unità abitative

"Appropriazione indebita" per un ammanco dal conto corrente di 77mila euro. Un conto, quello gestito dall'ex presidente di un consorzio di unità immobiliari a Nocera Umbra, "bloccato"- ovvero solo lui vi poteva accedere- sul quale erano stati versati i fondi dello stato per la ricostruzione post terremoto del 1997. Secondo l'accusa, si sarebbe "appropriato" di somme destinate per la ricostruzione. A finire sotto accusa, anche il direttore dei lavori. 

A causa del sisma, un' unità immobiliare fu completamente distrutta, l'altra invece subì importanti lesioni; i proprietari si riunirono in un consorzio e venne eletto il presidente; fu proprio il nuovo presidente, durante un'assemblea con gli abitanti, a mettere in luce come "i conti non quadrassero" del tutto, lamentando 77mila euro di ammanchi dal conto corrente. Partì una denuncia-querela (siamo nel 2011) che portò l'ex presidente-difeso dagli avvocati Luca Brufani e Paola Morlupo-sul banco degli imputati. Secondo la difesa, quelle somme sarebbero state semplicemente amministrate, non "sotratte". Il pagamento dei lavori, previa autorizzazione del direttore dei lavori, sarebbero state eseguite dal presidente, che si occupava dunque di saldare le fatture e fare bonifici. Resta ancora da chiarire se l'ammanco denunciato dal conto (in comune per entrambe le unità immobiliari) siano stati versati in favore di uno dei due immobili. 

Oggi, davanti alla dottoressa Internò, sono stati ascoltati due testimoni, un geometra e un tecnico progettista; i lavori di una delle due unità immobiliari facenti parte del consorzio non sono mai stati terminati dopo lo stop del 2005 a causa di "alcune contestazioni" ed ora sarà il Comune di Nocera molto probabilmente a portarli avanti. La somma di quei 77mila euro "scomparsi", secondo quanto testimoniato nell'istruttoria potrebbe essere stata erroneamente imputata al sal (stato avanzamento lavori) della'ltra unità immobiliare la cui ricostruzione è stata terminata. Resta ancora da chiarire quindi, la posizione dell'imputato, si tornerà in aula il prossimo 2 maggio per ascoltare altri testi del pubblico ministero. 

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