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Condomini e coronavirus, sono luoghi a rischio eppure nessuna sanificazione obbligata: ma arriva la prima ordinanza

Molti lettori avevano fatto notare questo anello mancante per la strategia anti-contagio. A Marsciano il sindaco scrive agli amministratori di condominio: sanificazione costante degli spazi comuni

Dimenticati dai decreti in evoluzione, dalle ordinanze del Ministero della salute e da quelle dei sindaci. Dimenticati da molti ma non dai cittadini che in questi giorni hanno segnalato questa anomalia alla nostra redazione e lo hanno fatto, con uguale motivazione, anche ai sindaci e protezione civile: obbligo di sanificazione dei tantissimi condomini dove vivono famiglie, dove ci sono anche studi dei liberi professionisti (tra cui quelli medici). Sia per le aree comune interne, sia per quelle esterne. Sono i luoghi, insieme ai servizi essenziali ancora aperti, tra quelli più frequentati e quindi a più rischio contaminazione da parte del coronavirus.

Ci sono amministratori che hanno eseguito autonomamente gli interventi, ma molti altri hanno fatto orecchie da mercante alle richieste dei cittadini, forti del mancato obbligo o consiglio di procedere da parte delle istituzioni sanitarie e amministrative. Ma come sempre basta una ordinanza, come si spera in questo caso, per effettuare l'effetto emulazione (di buon governo): il sindaco di Marsciano, Francesca Mele, ha deciso di intervenire mandano una circolare a tutti gli amministratori di condominio. "Procedere, immediatamente, alla sanificazione di tutti gli spazi comuni e degli arredi presenti internamente ed esternamente agli edifici. Inoltre, si chiede di affiggere accanto agli ascensori un avviso nel quale si sconsiglia l’uso dell’ascensore, fatti salvi casi di reale necessità, considerato la difficoltà al suo interno di tenere la giusta distanza tra le persone e di mantenere adeguate condizioni igienico sanitarie. Con prodotti a bassa tossicità ma pur sempre con un potere disinfettante ad ampio spettro di attività, nel rispetto delle normative vigenti. L’operazione di sanificazione andrà inoltre ripetuta periodicamente sulla base della durata dell’efficacia dei prodotti utilizzati".

Il Comune chiede infine agli amministratori di condominio di fornire, non appena eseguite le attività di sanificazione, una comunicazione a mezzo pec all’Amministrazione comunale, in cui sia riportata la data di esecuzione dell’intervento, la ditta esecutrice, e l’indicazione del condominiosanificato. Una comunicazione che dovrà essere ripetuta per ogni periodico intervento di sanificazione. Nelle grandi città - Perugia, Foligno, Spoleto e Città di Castello - sono moltissime le famiglie che vivono in condominio e che hanno degli spazi privati all'aperto. Sanificarli vuol dire contribuire in maniera ancora più forte e serrata al contenimento del contagio. Ora speriamo nella saggezza degli altri sindaci che degli amministratori di condominio. 
 

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