Condannata Rosa Federici, l'avvocato più seguito e bersagliato dalle Iene

La condanna è arrivata a seguito di un procedimento che l'ha vista imputata per le accuse di truffa, millantato credito del patrocinatore e patrocinio infedele

L'avvocato Rosa Federici

Due anni e nove mesi di reclusione. È questo il verdetto emesso dal giudice Nicla Restivo dopo una breve camera di consiglio, durata neanche un'ora. Ad essere condannata l'avvocato Rosa Federici, accusata di aver truffato madre e figlio e di avere, inoltre, tirato in ballo un giudice del Consiglio di Stato. Proprio per questo la Restivo ha deciso una provvisionale di 70mila euro a favore del giudice e una di 45mila euro in favore della famiglia difesa dall'avvocato Franco Libori.

La condanna è arrivata a seguito di un procedimento che l'ha vista imputata per le accuse di truffa, millantato credito del patrocinatore e patrocinio infedele. A trascinarla in aula una donna che avrebbe chiesto al legale Federici di rappresentarla in un ricorso al Consiglio di Stato. La storia è semplice, ciò che appare più complicato è la serie di persone tirate in ballo. Tra cui un Consigliere di Stato che con l'imputata pare non abbia nulla da spartire, almeno questo è quello che lui ha riferito in aula. Al punto tale che il giudice in questione si sarebbe costituito parte lesa nel procedimento tramite l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi.

Ma partiamo dall'inizio. È il febbraio del 2013, quando, la donna, insieme al figlio, entra in contatto con l'avvocato Federici, perché assidua cliente del ristorante di loro proprietà. Da qui nasce un rapporto di fiducia che si concretizza con il conferimento dell'incarico all'imputata. Tutto sembra procedere per il meglio. Il legale Federici è certa di vincere la causa. Ma dalla certezza assoluta si passa a un'insospettabile dubbio. Per il legale è necessario versare 15mila euro nelle tasche del Consigliere di Stato (giudice) affinché il ricorso non venga rigettato e quindi possa essere decretata la vittoria. Almeno questo quanto affermato in aula da una delle vittime. In poche parole mettere in piedi una vera e propria corruzione, se non fosse che, a detta del Consigliere di Stato e degli stessi imputati, quei soldi in realtà se li sarebbe intascati il noto legale.

La storia però non finisce qui. Rosa Federici si reca al Consiglio di Stato per discutere il ricorso. Fatalità vuole che l'avvocato “vieti loro”, come raccontato sempre da una delle vittime, di salire in aula e assistere all'udienza. Passano alcune decide di minuti e Rosa Federici scende le scale dell'androne principale con la faccia trionfante, affermando: “Abbiamo vinto il ricorso”. Le vittime tornano a casa ignare della realtà. Decidono nei giorni seguenti di effettuare una verifiche per mano di un parente avvocato. Ed è solo a quel punto che la verità viene a galla: il ricorso non è mai stato vinto.

Iniziano giorni di tensione in cui madre e figlio chiedono la restituzione delle somme versate (oltre 17mila euro), ma di quei soldi non rivedranno neanche l'ombra, di tutta risposta riceveranno una diffida dall'avvocato Rosa Federici. Il contenuto, che venne letto in aula, è il seguente: “Diffido la signora ad avvicinarsi al mio studio di via Palermo, comunicandole che d'ora in avanti ogni nostro rapporto è cessato”.

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