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Impreditrice condannata per estorsione: "Decidi, o firmi o ti licenzio"

La donna è stata condannata a un anno e due mesi, l'altra donna tirata in ballo nella vicenda è stata assolta

Un'estorsione in piena regola, commessa usando uno dei ricatti più subdoli che una persona possa mettere in campo: il licenziamento. Lui, in forza dei suoi diritti, si era reso conto di una cifra non corrisposta dall'azienda per cui lavorava. Testardo e senza paura aveva così deciso di recarsi da un legale per risolvere la situazione. A quel punto, riscontrando, effettivamente l'assenza del pagamento, era stato disposto il sequestro di un immobile.

Ma è dalle intercettazioni che si comprende la gravità della condotta. Una delle due imputate pronuncia infatti al telefono le seguenti parole: “Hai voluto fare il furbo, così sei stato licenziato”. Ma è nella telefonata con il legale che la donna non ha nessuna remora: “Lei sa quello che è successo, se lui vuole essere riassunto mi deve fare avere la rinuncia del licenziamento all'esecuzione mobiliare. Altrimenti non la riassumo”.

Alla fine dopo un lungo processo, è emersa la responsabilità da parte di una delle due imprenditrici condannata a un anno e due mesi, mentre l'altra finita in mezzo alla vicenda è stata assolta per non aver commesso il fatto. Ad esprimere la loro soddisfazione i due legali della donna, gli avvocati Marco Brusco e Giuseppe De Lio, che dopo una lunga battaglia “hanno potuto restituire dignità a una persona per bene”.

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