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Cronaca Todi

Fingeva di essere di pattuglia, ma era in caserma e mandava messaggi radio sui servizi non svolti: condannato

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un agente della Polizia stradale in servizio a Todi

Fingeva di essere al lavoro, di pattuglia lungo la E45, ma invece era tornato in caserma. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un agente della Polstrada, all’epoca dei fatti in servizio presso la sede di Todi.

Secondo l’accusa, l’agrente “appartenente alla Polizia di Stato in forza al Distaccamento Polizia stradale di Todi” in più occasioni avrebbe “interrotto il servizio di vigilanza stradale, che gli era stato comandato, facendo rientro in Caserma e mascherando dietro false comunicazioni radio la sua posizione lungo l'itinerario previsto”.

Il giudice per l’udienza preliminare di Spoleto (comptente per territorio) ha condannato l’agente ha assolto l'imputato dal falso ideologico e dalla truffa aggravata, e quindi ha rideterminato la pena in 4 mesi di reclusione.

La difesa aveva provato a giustificare le assenza dal servizio con “l'ordine di completare entro il 6 ottobre 2013 i rapporti di servizio relativi a incidenti stradali oggetto di interventi nel corso di pregressi servizi esterni”, ma per il giudice non sarebbe stato comunque “autorizzato a rientrare in caserma prima della fine del turno di servizio e ben avrebbe potuto completare i rapporti di servizio nelle ore in cui era esentato dai turni”. E dai tabulati di servizio risulta che pur avendo “molti turni”, aveva “anche alcune ore libere che avrebbe potuto imputare a tal fine”.

Ricostruzione confermata dalla Corte di Cassazione.

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