Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Passa le tracce e le domande al candidato, presidente di commissione condannato a pagare 20mila euro

L'Usl Umbria 1 era stata costretta ad annullare la graduatoria dopo l'inchiesta dei Carabinieri del Nas: una candidata era andata a casa del professionista per un colloquio sulle prove concorsuali

Il presidente della commissione per un concorso per dirigente farmacista all’Usl Umbria 1, difeso dall'avvocato Vincenzo Maccarone, è stato condannato dalla Corte dei conti a pagare 22mila euro per aver “avuto contatti con alcuni partecipanti” alla selezione pubblica, “anticipando gli argomenti delle prove”.

La Procura contabile regionale ha contestato il danno patrimoniale, corrispondente alle spese sostenute per la procedura concorsuale pari a 1.789,78 euro, e il danno da disservizio, misurato sulla retribuzione e indennità aggiuntive percepite in qualità di presidente della commissione esaminatrice.

Sul concorso (del 2015) c’era già qualche sospetto visto che i Carabinieri avevano pedinato una concorrente “mentre si riceva a casa” del presidente di commissione. Erano poi scattati il sequestro di tutti i documenti e la revoca della procedura concorsuale. La giustizia penale aveva fatto il suo corso, con il rinvio a giudizio di due professionisti per i reati di abuso d'ufficio e rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, perché in qualità di presidente di commissione del concorso pubblico indetto dalla Usl Umbria 1 di Perugia, “procurava intenzionalmente un ingiusto vantaggio a otto concorrenti della prova” e “in violazione dell'obbligo di segretezza” avrebbe rivelato “l’oggetto della traccia della prova scritta al concorso, il tipo di prova pratica che i candidati avrebbero dovuto sostenere e gli argomenti che sarebbero stati affrontati durante la prova orale”. Alla fine della procedura i candidati che avrebbero ricevuto precise indicazioni per lo svolgimento delle prove erano risultati nelle prime sette posizioni.

Per i giudici contabili la richiesta di giudizio della Procura è corretta, riconoscendo che ci si trova di fronte a “favoritismi”, consistenti in “anticipazioni delle tracce o degli argomenti che formeranno oggetto delle prove”.

Si tratta di “una condotta antigiuridica” che ha “determinato un palese danno da disservizio”, frustrando “l’interesse pubblico di selezionare i candidati migliori”.

Il collegio giudicante ha ritenuto quantificabile il danno da disservizio in 20.918,19 euro, accogliendo la quantificazione del danno patrimoniale in 1.789,78 euro, come chiesto dalla Procura regionale contabile.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Passa le tracce e le domande al candidato, presidente di commissione condannato a pagare 20mila euro
PerugiaToday è in caricamento