Cronaca

Valutazioni sbagliate, per il Tribunale amministrativo è da rifare il concorso all'Asl riservato alle persone con disabilità

Non sono stati valutati i titoli e il curriculum dei candidati e non è stata redatta una graduatoria: assunzioni illegittime

Il concorso per assistente amministrativo, riservato a persone con disabilità, all’Azienda sanitaria locale 2 è da rifare. Lo ha ordinato il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria accogliendo il ricorso di un candidato, assistito dall’avvocato Francesco Augusto De Matteis.

Il candidato ha fatto ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della procedura concorsuale “per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di n. 5 posti di assistente amministrativo, categoria C, riservato a soggetti disabili iscritti negli elenchi provinciali” del 2016.

I requisiti di ammissione, oltre all’iscrizione negli elenchi e alla residenza nei comuni siti nell’ambito del territorio di competenza dell’Azienda, prevedeva il possesso del diploma di scuola media superiore conseguito al termine di un corso di studi di durata quinquennale. I candidati ammessi avrebbero sostenuto due prove attitudinali: una scritta e un colloquio. All’esito delle prove sarebbe stato formato un elenco di candidati idonei.

Il ricorrente all’esito della prova scritta e del colloquio era risultato tra i venti idonei, ma non era stato poi selezionato dal Direttore generale tra i candidati da assumere.

Con il ricorso contestava il fatto che “la commissione, disapplicando il bando, avrebbe formato l’elenco dei 20 idonei sulla sola base degli esiti della prova scritta e del colloquio, senza aver mai valutato né considerato i titoli e i curricula, con ciò abdicando alle sue funzioni valutative” e la Direzione aziendale “avrebbe valutato comparativamente solo i curricula e non anche i titoli allegati dai candidati”, saltando completamente gli elementi che costituiscono una procedura comparativa. L’intera procedura, infine, sarebbe illegittima “perché, essendo la selezione pubblica ... assimilabile a un concorso pubblico, essa non può concludersi con un elenco di candidati idonei equiordinati a cui attingere senza alcun criterio per l’individuazione dei soggetti da assumere, ma deve concludersi con una graduatoria”.

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso e annullato gli atti della procedura, obbligando l’Ausl 2 “alla riedizione del procedimento selettivo”, valutando i titoli e i curriculum, dopo aver messo nero su bianco i “criteri di valutazione” fino alla formazione della graduatoria di merito.

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