Comunità montana senza soldi, il debito da 80mila euro lo deve saldare l'Agenzia forestale regionale

Un decreto ingiuntivo e una sentenza del Tar danno ragione all'azienda creditrice. I giudici tolgono la penale "visto lo stato di crisi" della ex Comunità montana

Un debito da 80mila euro, ma nel frattempo chi dovrebbe pagare non esiste più. Una decisione del Tribunale civile che non viene ottemperata e una decisione del Tribunale amministrativo regionale che individua un commissario che paghi i debiti.

È la vicenda che vede coinvolta un’azienda, rappresentata dagli avvocati Paola Malatesta e Matteo Frenguelli, che ha un credito con la Comunità Montana Associazione dei Comuni Trasimeno Medio Tevere per 81mila euro. Credito certificato da un decreto ingiuntivo (il 523/2018) per la “somma di 81.043,42 euro, unitamente agli interessi come da domanda ed alle spese della procedura di ingiunzione liquidate in 2.135 euro per compenso professionale, 406,50 euro per spese, oltre i.v.a., c.p.a. e borsuali forfetarie pari al 15% come per legge”.

Il decreto ingiuntivo, però, non è stato pagato “e protraendosi l’inadempienza”, l’azienda si è rivolta al Tar. La Comunità Montana Associazione dei Comuni Trasimeno Medio Tevere non si è costituita in giudizio (non esistendo più, tra l’altro). E i giudici amministrativi hanno disposto “che la Comunità Montana Associazione dei Comuni Trasimeno Medio Tevere, in persona del legale rappresentante pro tempore, provveda entro il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica o dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, al pagamento delle somme di cui sopra in favore della società ricorrente”.

Ricordando anche che “il ritardo nel pagamento produce automaticamente gli interessi legali” e che “detti interessi dovranno essere calcolati dal giorno della notifica del decreto di cui trattasi, connotandosi la notifica come costituzione in mora del debitore”. Nel caso di inadempienza, inoltre, “il Tribunale nomina sin d’ora commissario ad acta l’Amministratore Unico dell’Agenzia Forestale Regionale” al fine di trovare i soldi nel bilancio e liquidare il debito.

Unica concessione alla Comunità montana e l’esenzione del pagamento della penale viste “le note difficoltà di adempimento connesse anche alla perdurante crisi congiunturale siano sufficienti non solo a mitigarne l’importo ma ad escluderne la stessa applicazione”.

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