L'Europa punta sullo studio di una ricercatrice perugina per bloccare in tempo l'Alzheimer e Parkinson

Fondi a Lucilla Parnetti, neurologa, professore associato dell’Università degli Studi di Perugia, responsabile del Centro per lo Studio dei Disturbi della Memoria e del Laboratorio di Neurochimica Clinica, Clinica Neurologica. Ecco come bloccare la malattia prima che degeneri

Spetterà ad una scienziata perugina dell'Università degli studi di dare vita ad un nuovo studio per individuare in maniera precoce l'inizio di patologie importanti e molto invalidanti come l'Alzheimer e Parkinson. La Commissione Europea nell'ambito del progetto Horizon 2020 finanzierà la ricerca promossa dalla professoressa Lucilla Parnetti, neurologa, professore associato dell’Università degli Studi di Perugia, responsabile del Centro per lo Studio dei Disturbi della Memoria e del Laboratorio di Neurochimica Clinica, Clinica Neurologica, con i suoi collaboratori i dottori Lucia Farotti, neurologa, Silvia Paciotti, biochimica, Paolo Eusebi, biostatistico e Samuela Cataldi, biochimica. 

L'esponente dell'Unipg è conosciuta a livello internazionale per aver dato un importante contributo nei biomarcatori liquorali fondamentali per intercettare i primissimi passi di queste patologie.  E’ noto come le alterazioni molecolari alla base di queste patologie inizino molti anni prima chesegni clinici si manifestino. La ricerca di biomarcatori che permettano di diagnosticare le malattie neurodegenerative ad uno stadio precoce risulta indispensabile al fine di intervenire tempestivamente con farmaci in grado di bloccare la progressione della malattia prima che il danno cerebrale sia troppo avanzato, attualmente in avanzata fase di sviluppo.

In questo contesto si colloca il progetto finanziato dalla Commissione Europea, intitolato ”Multi-omics Interdisciplinary Research Integration to Address DEmentia diagnosis” (MIRIADE), coordinato dall’Università di Amsterdam e che vede coinvolti tutti i più importanti Centri di ricerca a livello europeo. Ha l’obiettivo ambizioso di formare una nuova generazione di ricercatori in grado di accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuovi biomarcatori sia liquorali che plasmatici per la diagnosi di malattie neurodegenerative con demenza, con piattaforme di genomica, proteomica e metabolomica, attraverso analisi computazionali ed elaborazioni statistiche.

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