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Il Comune di Perugia dimentica i suoi cittadini onorari, "caccia" a chi ha sbagliato

Interrogazione del consigliere del Pd Bori, il sito di Palazzo dei Priori ignora Maria Montessori e il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi

Era inevitabile: la grave omissione, nel sito del Comune di Perugia, dei nomi di Maria Montessori e del Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi è diventata oggetto di un’interrogazione del consigliere Pd Tommaso Bori. Che chiede di conoscere “I motivi alla base della scelta di non riportare e mettere in evidenza queste due importanti cittadinanze onorarie nel sito del Comune di Perugia e l’eventuale possibilità di inserire tali atti all’interno dello stesso”. Ad entrambe le illustri personalità era stata infatti concessa la dignità della cittadinanza onoraria di Perugia. Mentre nel sito si dice testualmente: “La cittadinanza onoraria di Perugia è stata concessa una sola volta a S.E. l’Arcivescovo di Perugia. Mons. Raffaele Baratta (atto C.C. n 862 del 9.12.68)”. Il che è vero solo in parte, in quanto palesemente omissivo. Per la precisione, l’onorificenza  alla pedagogista era stata concessa il 31 agosto 1950.

Alla politica birmana, perseguitata e pacifista, in data 15 ottobre 2010. Guarda caso, su proposta del consigliere Francesco Mearini e dello stesso Bori (deliberazione del Consiglio comunale n. 179). Il quale, come è logico, “non poteva non sapere”. E non puntualizzare. Ora il busillis, e la giustificazione che verrà probabilmente addotta in sede di risposta, risiede nel fatto che – a quanto pare – delle relative delibere non si riesce a trovare traccia. Insomma: tutti concordano sull’attendibilità delle circostanze riportate nel servizio di PerugiaToday, ma le pezze d’appoggio burocratico sembrerebbero vacillare. Eppure è incontestabile la veridicità di quanto da noi scritto.

È prevedibile che la responsabilità venga addebitata a “quelli di prima”, anche se il sito è stato completamente ridisegnato con l’amministrazione in carica e annunciato con notevole strombazzamento. Una qualche prudenza avrebbe consigliato di rivedere un po’ tutto, anche eventuali informazioni lacunose. Occorre pure fare attenzione e non tirare in ballo nomi a casaccio. A chi invoca anche il nome di Dario Fo, si ricorda che gli furono consegnati i sigilli d’argento, che sono tutt’altra cosa.

Insomma: chi ha sbagliato? Dice una fonte interna: “Certamente gli addetti al cerimoniale o altri dipendenti comunali avrebbero dovuto curare la relativa trascrizione. In faccende di tal fatta, non ci si può affidare alla memoria!”. Ineccepibile. È certo che i relativi atti consiliari furono adottati con tutti i crismi di forma e di sostanza. Ma qualcosa non ha evidentemente funzionato.

C’è chi spiega che sono consultabili sul sito solo gli atti dopo la metà del 2011. Ed è vero. Ma intranet? Una cosa è certa: se le circostanze non sono correttamente riportate, qualcuno deve aver di certo sbagliato. La soluzione? Pare inutile perdere tempo per stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina. Cercare le fonti e riportare correttamente nel sito le giuste informazioni. Questo ci pare chiedere il consigliere Tommaso Bori nella sua interrogazione. E questo è dovuto ai cittadini.

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