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Addio al sottopasso di Ponte San Giovanni: fondi girati per una rotatoria a Madonna Alta

Gruppo consiliare del Pd su tutte le furie: "La maggioranza di centrodestra, ostaggio di una giunta lontana dalle esigenze dei perugini, sottrae risorse per risolvere i problemi"

Il Comune di Perugia cambia idea. Addio al tanto atteso sottopasso di Ponte San Giovanni? A sentire il Pd la storia è esattamente questa. E i soldi? Migrano verso Madonna Alta. “Ancora una volta – scrivono i democratici - la maggioranza di centrodestra, ostaggio di una giunta lontana dalle esigenze dei perugini, sottrae risorse per risolvere i problemi alla viabilità di Ponte San Giovanni annullando la tanto attesa realizzazione del sottopasso della stazione ferroviaria”.
Ancora la minoranza: “I 393.000 euro a questo destinati vengono, con un tratto di penna del Sindaco, stornati e indirizzati alla realizzazione di una rotatoria in via Tuzi”.

Insomma, ci si sposta: da Ponte San Giovanni a Madonna Alta. E per i consiglieri comunali Alessandra Vezzosi, Tommaso Bori e Sarah Bistocchi la decisione è difficile da mandare giù come un rospo delle dimensioni di un elefante. “Per quell’area – attaccano - è necessario un progetto complessivo e non proposte spot e disorganiche. Prima l’assessore Calabrese ha proposto la bretella che sarebbe andata a tagliare l’area verde della zona, ora il sindaco propone una rotatoria la cui utilità è tutta da dimostrare vista la presenza nell’area di molti impianti semaforici che andrebbero solo ad ingolfare la rotatoria stessa. Al contrario avevamo proposto una progettualità organica che prevedeva la completa eliminazione degli impianti semaforici dell’incrocio tra via via Baracca e via Madonna Alta (di fronte alla sede dell’Unicredit) e tra via Settevalli e via Martiri dei Lager oltre alla rotatoria di via Tuzi. Solo così si potrà mettere in sicurezza la zona, snellire il traffico ed evitare le file senza danneggiare il quartiere ed i suoi abitanti”.

E a sentire il Pd c’è anche di peggio: “La maggioranza in commissione aveva espresso più di un mal di pancia su quest’opera valutandola scarsamente efficace, ma, la pressione psicologia degli assessori presenti in sede di commissione ha fugato ogni spirito di critica. Ancora una volta si sottraggono risorse ad interventi urgenti nei quartieri a vantaggio di opere non prioritarie”.

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