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Piccolo Carro, il Comune taglia l'autorizzazione: "Regione e Asl informati delle criticità"

La Procura indaga per frode in pubblica fornitura e truffa ai danni degli enti: blitz della Finanza e dei carabinieri nelle sedi della cooperativa

Anche il Comune di Perugia, dopo quello di Assisi, taglia la concessione al Piccolo Carro, la cooperativa che si occupa di minori in difficoltà. E non è finita qui. La Procura indaga per frode in pubblica fornitura e truffa ai danni degli enti. Accuse da verificare, ovviamente. Nei giorni scorsi la Finanza e i carabinieri hanno effettuato un blitz nella sede legale e in quelle operative del Piccolo Carro. Sequestrata una “montagna” di carte su ordine della Procura. Intanto l'assessorato alla Sanità della Regione Umbria ha presentato un dossier ai carabinieri del Nas e alla Procura. Secondo quanto emergerebbe dall'indagine, la truffa sarebbe ai danni di Asl, Comuni e tribunali, che si sono avvalsi della cooperativa per l’assistenza di minori in difficoltà. E il punto sarebbe questo: il Piccolo Carro non avrebbe i requisiti autorizzativi per svolgere attività di carattere sanitario e socio sanitario, ma solo quello socio-assistenziale. Tutto da dimostrare, ovviamente.

E il Comune di Perugia, con una nota, cerca di chiarire la situazione: “L'assessorato alle Politiche sociali -scrive Palazzo dei Priori - intende far presente che le verifiche dovute da parte dell’ente -riguardanti, peraltro, solo gli aspetti socio-educativi, di competenza comunale- sono state sempre regolarmente effettuate e ne è risultato che le uniche due strutture della cooperativa che insistono sul territorio di Perugia erano in linea con le autorizzazioni rilasciate. D’altro canto – prosegue la nota - , le stesse strutture erano attenzionate sin dai primi mesi del 2015, dal momento che i controlli fatti avevano comunque indotto il Comune ad approfondire la natura degli interventi della cooperativa stessa”.

Nel 2016, "a conclusione di una intensa e difficile attività di verifica", qualcosa cambia: “Erano emerse criticità riguardo a possibili anomalie nello svolgimento delle attività laboratoriali effettuate fuori dalla zona sociale 2 di competenza del Comune di Perugia. Gli uffici comunali avevano tempestivamente provveduto ad informarne la Regione e la ASL -a cui spetta la competenza sanitaria- dal momento che il controllo non poteva, in questo caso, essere svolto direttamente dal Comune”. Quindi, stando alle parole del Comune, Regione e Asl erano state informate delle “criticità”. Il Comune, prosegue la nota, “ha, comunque, avviato il procedimento di revoca dell’autorizzazione dell’attività socio-educativa alla cooperativa, in attesa che anche la magistratura faccia il suo corso”.

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