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Non bastano 637mila euro di pensione. L'avvocato del Comune ha ancora in mano 36 cause

Si è riunita oggi, 9 dicembre, la Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Perugia per discutere nuovamente il caso dell'avvocato Cartasegna, finito nel bel mezzo di una burrasca mediatica a causa della sua super pensione da 637mila euro annui

Sembrava che si fosse chiusa la “storiaccia” sulla super pensione dell’avvocato del Comune Cartasegna. Chiusa, appunto, con un “tutto drammaticamente regolare”. Perché d’altronde quei 637mila euro lordi all’anno, messi in tasca dal legale, non erano poi stati tanti digeriti dai cittadini.
Ma è in sede di Commissione Controllo e Garanzia che oggi, 9 dicembre, si scopre che Cartasegna ha in mano ancora 36 cause, nonostante l’organico dell’Avvocatura Comunale sia stato ampliato da una a tre unità.

Ed è proprio su questo punto che è sceso in campo il consigliere di Forza Italia, Giorgio Corrado, chiedendo: “l’immediata revoca di tutti gli incarichi all’Avv. Cartasegna per ragioni sia di opportunità che di risparmio”. Ma c’è di più, perché sempre durante la seduta, il consigliere di centrodestra, ha chiesto di conoscere le ragioni per le quali il Comune di Perugia non si sia costituito nel giudizio davanti al Tar intrapreso dall’Avv. Cartasegna nel 1987 e poi conclusosi con la citata sentenza del 1998, nonché le ragioni che hanno spinto il Ministero del Tesoro a non appellare tale sentenza. La stessa sentenza con cui era stata respinta la richiesta diretta al riconoscimento dell’assoggettamento al contributo pensionistico delle quote di riparto degli onorari e competenze riscossi dal Comune di Perugia per le cause esperite con esito vittorioso. Tradotto: per ogni causa vinta una sorta di bonus.

Ma se c’è chi pretende chiarimenti, dall’altro lato c’è anche chi vuole che il “fattaccio” non si ripeta. È stato, infatti, Emanuele Prisco, esponente di Fratelli d’Italia, a definire inconcepibile il fatto che la politica abbia consentito senza protestare la nascita e la crescita di questa situazione. A tal proposito il consigliere di FdI ha invitato la Commissione a produrre una indicazione stringente, affinché la Giunta riveda in tempi stretti il sistema vigente per l’Avvocatura.

Insomma pare che oggi la Commissione Controllo e Garanzia sia finita nel caos anche per via della richiesta di Pino Sbrenna che ha sottolineato come occorra effettuare una ricerca per verificare se altri Tar si siano mai pronunciati su questa materia e, soprattutto, se il Consiglio di Stato abbia mai affrontato vicende analoghe. L’obiettivo finale è quindi valutare, dopo lo studio complessivo, quali interventi la Commissione possa proporre alla Giunta al fine di evitare che qualcun'altro possa percepire una pensione d’oro.
 

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