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Bilancio di metà mandato, Pd e Socialisti contro Romizi: "Cancellati i civici, governo in mano alle destre"

Mencaroni del pd e Arcudi del Ps hanno cambiato strategia: basta fioretto è tempo della clava per riprendersi Perugia da due anni e mezzo. "Ecco tutti i fallimenti del governo di Centrodestra". Bordate a Wague e Barelli

"Un sindaco debole, assente e mai all'altezza delle sfide". Con la legislatura del sindaco Romizi giunta a metà mandato l'opposizione formata da Pertito Democratico e Partito Socialista ha optato per una strategia sempre più dura, più pungente contro l'amministrazione comunale considerata fintamente civica. Nilo Arcudi, suoi i virgolettati ad inizio articolo, ha usato questa volta la clava, riponendo il fioretto socialista nel suo fodere, ribadendo che il sindaco manca di un progetto complessivo per la città e che quando può si sottrae regolarmente sia agli occhi della gente "come nel consiglio comunale aperto sui servizi all'infanzia"  che al dibattito cittadino con le altre forze dell'ordine. 

"Dopo due anni e mezzo" ha incalzato nel corso della conferenza stampa il capogruppo del Pd Mencaroni "si attribuiscono le colpe alle passate amministrazione Boccali e Locchi. La colpa è sempre degli altri ma a metà mandato questa bugia non regge più. La verità è che manca un progetto per Perugia; Romizi è buono solo per le passarelle e per tagliare i nasti che spesso però sono figli di finanziamenti ottenuti dalla passata amministrazione e direttamente di iniziativa del Governo.  I cittadini ormai si sono accorti di queste strategie comunicative". 

Il centrosinistra sfrutta anche gli assist dati in questi due anni dai vari consiglieri ribelli del centrodestra che, spesso, per un po' di visibilità in più e la speranza di un rimpasto in Giunta - la poltrona è sempre la poltrona - non hanno lesinato bordate all'amministrazione comunale che in teoria dovrebbero sostenere lealmente: "Che il lavoro del sindaco non sia soddisfacente - ha girato il dito nella piaga il capogruppo Mencaroni - non lo diciamo soltanto noi ma esponenti della sua stessa maggioranza come il capogruppo di Forza Italia Perari e consiglieri come Sorcini, Camicia e De Vincenzi. Esponenti politici che hanno chiesto più volte un cambio di passo e un rimpasto di giunta forte per governare la città in maniera degna". 

L'ex vice-sindaco di Perugia, Nilo Arcudi, non ha risparmiato neanche la componente civica della maggioranza: "Barelli e Wague non rappresentano nessuna area di consenso in città. Le battaglie sociale, civiche e ambientali ormai fanno parte del loro passato", E aggiunge: "I gruppi civici che si sono alleati al centrodestra sono spariti, fagocitati dallo strapotere nascosto ma presente di una destra estrema rappresentata da Fratelli d'Italia e Lega Nord che suggerisce ipotesi drammatiche come il ricorso all'esercito in città per garantire la sicurezza. La favola del candidato sindaco civico è ormai stata spazzata via da due anni e mezzo di gestione del potere a Perugia. Non dimentichiamoci che Romizi, prima della candidatura a sindaco, era il segretario provincia di Forza Italia... non è mai stato civico". 

Ma in concreto quali sarebbe le colpe, secondo l'opposizione, del Governo di centrodestra più civici? "Non c'è un piano strategico per la mobilità alternativa e il trasporto pubblico in città dove si predilige sempre di più il mezzo privato e l'inquinamento aumenta considerevolmente. La città è bloccata per i troppi cantieri aperti in contemporanea senza un coordinamento vero e proprio. Manca un piano strategico per il futuro sviluppo della città. Fallimento totale della gestione degli impianti sportivi dove ad oggi, dopo l'annullamento della gara, non si sa chi dovrà gestirli e in che modo". La lista è questa secondo Mencaroni. 

L'ultimo affondo porta la firma di Arcudi: "Con Romizi a Perugia i cittadini sono stati divisi in due categoria: quelli del centro, privilegiati e coccolati, e poi quelli in periferia da considerare di serie B le cui associazioni vengono ignorate o depotenziate". 

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