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Comune, il Pd presenta un ordine del giorno: "Niente spazi pubblici e patrocinio ai fascisti"

Ordine del giorno di tutto il gruppo consiliare: "Niente spazi pubblici e patrocini a soggetti che incitano alla discriminazione razziale, etnica e religiosa e inneggiano all’omofobia e al fascismo”

Niente spazi pubblici, né patrocini del Comune di Perugia. Il gruppo consiliare del Pd a Palazzo dei Priori ha presentato un ordine del giorno che “impegna Sindaco e Giunta a non concedere spazi pubblici e patrocini a soggetti che incitano alla discriminazione razziale, etnica e religiosa e inneggiano all’omofobia e al fascismo”.
Secondo i consiglieri del Pd “è opportuno che il Comune di Perugia, sulla scia della Costituzione, della convenzione Onu e delle leggi nazionali provveda a non concedere in nessuna forma sale, spazi pubblici e Patrocini a soggetti che incitano alla discriminazione razziale, etnica e religiosa e inneggiano all’omofobia e al fascismo, tanto più in un periodo storico come quello attuale in cui si hanno rigurgiti sempre più marcati di comportamenti razzisti e discriminatori”.

Sì, ma su che basi? Spiegano dal gruppo del Partito Democratico: “La legislazione italiana è molto chiara in materia – sostengono i consiglieri del Partito Democratico – già dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Nel 1952 (anno di entrata in vigore della legge Scelba) il legislatore ha provveduto a circostanziare le sanzioni contro chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

E ancora: “Nel 1975 l’Italia ha ratificato la Convenzione Internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. La Convenzione all’articolo 2 comma 1 stabilisce che “gli Stati contraenti condannano la discriminazione razziale e si impegnano a continuare, con tutti i mezzi adeguati e senza indugio, una politica tendente ad eliminare ogni forma di discriminazione razziale ed a favorire l’intesa tra tutte le razze. Nel 1993 con la Legge Mancino si è provveduto a sanzionare e condannare gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.  Da ultimo nella passata legislatura la cosiddetta legge Fiano, approvata dalla Camera dei Deputati, è volta ad introdurre nel codice penale un nuovo articolo, il 293-bis, che punisce “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”. 

Come sempre, però, l'ultima parola spetta al consiglio comunale. Prima la commissione, poi l'assemblea.

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