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Ordinanza contro la prostituzione, l'analisi dell'avvocato: "E' illegittima, tutto da rifare"

Secondo le ordinanze del Comune di Perugia, quello che è lecito fino al primo di aprile, diventa reato contravvenzionale dal giorno successivo e lo resta fino al 31 ottobre. Dal primo novembre, tutto libero

Comune di Perugia, ordinanze contro la prostituzione di strada: una confusione incredibile e…una palese illegittimità. Insomma: secondo le ordinanze del Comune di Perugia, quello che è lecito fino al primo di aprile, diventa reato contravvenzionale dal giorno successivo e lo resta fino al 31 ottobre. Dal primo novembre, tutto libero. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

La repressione del fenomeno dell’offerta di servizi personali, dopo il decreto Maroni, è stata delegata ai sindaci (“per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”). Ma ogni Comune la interpreta a modo proprio: “Siamo tornati all’epoca dei liberi Comuni”, commenta il giuslavorista perugino Siro Centofanti.

Nel caso del decreto Alemanno (Comune di Roma), “contattare e concordare prestazioni sessuali con soggetti dediti alla prostituzione” è reato, così come “assumere atteggiamenti.., indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare attività di meretricio”. Dunque, cliente e prestatore d’opera: sullo stesso piano, sanzionati allo stesso livello.

Non così nell’ordinanza n. 929 del 10.9.2008 del Comune di Perugia con la quale si sanzionavano solo i clienti, fissando il divieto di “intrattenersi e/o concordare prestazioni sessuali a pagamento con soggetti che esercitano attività di meretrice su strada” (sarebbe stato più corretto parlare di “meretricio”, considerando le svariate forme di prostituzione, anche maschile e trans, ndr). Si aggiunge che “la violazione si concretizza anche consentendo la salita a bordo di un veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati o con la semplice fermata, al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio”.

Insomma: non una regolamentazione statale, unitaria e omogenea, ma una lotta rimessa alle bizzarrie regolamentative dei singoli Comuni. Nel caso di Perugia, poi, la regolamentazione è distinta  per aree, per cui ciò che viene represso come infrazione amministrativa in una zona, non lo è in zone vicine o in strade addirittura adiacenti. 

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