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Comune, scossone in maggioranza e crepe: Ncd da oggi ha "le mani libere"

Gesenu, la nomina del presidente, lo spazio politico, la giunta Romizi "attendista", i conti a fine legislatura e le elezioni: Ncd-Ap molla di fatto la maggioranza

Un sentiero che comincia dalle urne, passa per la nomina comunale del presidente di Gesenu e approda alla faglia, allo scossone e alla crepa che si allarga a vista d’occhio. “Senza vincoli con il passato” e sostanzialmente quasi fuori dalla maggioranza di Palazzo dei Priori. Ncd-Altenativa Popolare prende le distanze dalla giunta “tentennante” e si spalanca un portone per la fine della legislatura, peraltro non così lontana. Però, sottolineano il capogruppo Ncd Scarponi e l’ex consigliere regionale Monni, “confermano appieno il loro apporto fino alla fine della legislatura per ragioni di serietà e nel rispetto del mandato politico assunto. Alla fine del mandato, però, saremo liberi di agire come riterremo opportuno fare”. Tic, tac.

Gesenu, lo strappo e la nomina - Il capogruppo Scarponi, spiega una nota del Comune, ha ricordato che Ncd, ad inizio legislatura, aveva espresso il nome di Luca Marconi quale presidente di nomina comunale di Gesenu. “Lo stesso Marconi- commenta Scarponi - ha svolto un’attività di grande valore, impegnandosi nel suo ruolo pur tra mille difficoltà. Per questo a lui vanno rivolti tutti i ringraziamenti del caso. Poi, come noto, sono intervenute le dimissioni di Marconi dal ruolo di presidente di Gesenu”.

E la storia va avanti: “A quel punto il sindaco, correttamente, ci ha chiesto di suggerire un nuovo nominativo per sostituire la figura di Marconi. Tuttavia abbiamo preferito rigettare l’invito, tirandoci fuori da questa partita per diverse ragioni, ma soprattutto perché non vi è l’interesse politico a procedere a questa nomina”.

Non parliamo di una ragione come un’altra, dicono da Ncd. Gesenu “è stata senz’altro la partita più complessa per questa Amministrazione, perché Gesenu è una società partecipata del Comune, ma anche perché, nel contempo, il Comune è il principale cliente di Gesenu. Proprio questo doppio ruolo ha costretto l’Amministrazione a barcamenarsi tra più esigenze senza poter e voler assumere una linea politica decisa come sarebbe stato necessario. Solo recentemente, infatti, sembra che il vice sindaco Barelli abbia deciso di cambiare atteggiamento, passando ad azioni più risolutive”. E quindi? “Abbiamo quindi scelto di tirarci fuori da questa nomina visto che ci siamo resi conto che in tre anni di legislatura su Gesenu abbiamo avuto le mani legate e che in futuro non ci sarà sulla partecipata alcuna possibilità di ritagliarsi uno spazio politico”.

Crac. La frattura si allarga: “Dunque abbiamo deciso di non legarci ulteriormente all’attuale Amministrazione, rea, a nostro avviso, di non aver fatto abbastanza su Gesenu, lasciando ogni iniziativa alla Magistratura. Pertanto abbiamo preferito lasciarci le mani libere sotto il profilo politico, ma con un chiarimento doveroso: Scarponi ed Ncd non escono dall’attuale maggioranza comunale, bensì confermano appieno il loro apporto fino alla fine della legislatura per ragioni di serietà e nel rispetto del mandato politico assunto. Alla fine del mandato, però, saremo liberi di agire come riterremo opportuno fare”.

A rincarare la dose ci pensa Massimo Monni, ex consigliere comunale e regionale. Prima i ringraziamenti al dimissionario Marconi “per aver svolto nel modo migliore l’incarico ricevuto pur tra mille difficoltà”, poi la bastonata alla giunta Romizi: “Nella partita Gesenu la politica non ha avuto il coraggio di realizzare quella svolta che Ncd auspicava da tempo, ossia procedere in direzione di un reale cambiamento”. Crac, crac, crac. Sempre più a fondo: “Ringraziamo comunque il sindaco per averci offerto di procedere alla nuova nomina, ma abbiamo preferito rifiutare sia per prendere le distanze da Gesenu che per prendere le distanze da un percorso politico che non ci ha soddisfatto. Ciò in quanto l’atteggiamento dell’attuale Amministrazione, ed in particolare del vicesindaco, nella vicenda Gesenu è stato a dir poco imbarazzante soprattutto da parte di chi aveva fatto di questa materia un’autentica battaglia politica”.

Ma i conti, come si dice, si fanno alla fine: “Ncd non uscirà dalla maggioranza di palazzo dei Priori per ragioni di serietà e per rispettare appieno il mandato ricevuto avendo sottoscritto un programma che, in parte, si sta portando avanti. Tuttavia a fine legislatura rivendicherà il diritto di effettuare le scelte politiche ritenute più opportune, senza alcun vincolo col passato”. Tic, tac. E poi liberi tutti.

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