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Altri tre mesi di pazienza e Perugia avrà il suo nuovo forno crematorio

Ancora 90 giorni di pazienza e ci siamo. In poco più di tre mesi Perugia e l’Umbria avranno il nuovo forno crematorio, l’unico al momento di tutta la regione. Firmato a Palazzo dei Piori il contratto per la fornitura dell’impianto con le Officine Meccaniche Ciroldi Spa, l’azienda che lo scorso settembre si era aggiudicato l’appalto per 540mila euro circa. A breve partiranno i lavori per la posa in opera del forno e per la realizzazione di tutta l’impiantistica necessaria.

“L’iter che prevede la normativa è stato particolarmente lungo – ha spiegato l’Assessore Wagué- ma non ci sono stati ritardi e questo ci ha consentito di rispettare i tempi previsti, per cui nel mese di luglio Perugia sarà nuovamente in grado di rispondere alle esigenze di cremazione non solo dei propri cittadini, ma anche di quelli di tutta la regione e di molte aree italiane. Il vecchio forno, come abbiamo più volte spiegato, non solo non era più in grado di funzionare, ma non rientrava più nei parametri di legge. Questo anno –ha concluso l’assessore- è servito agli uffici per il disbrigo di tutte le pratiche necessarie, che sono particolarmente complesse, tenendo sempre fermi l’interesse e la volontà dell’amministrazione di tornare alla normalità nel più breve tempo possibile.”

Il nuovo forno crematorio - “Si tratta di un impianto di ultima generazione – spiega il Comune di Perugia - , che sarà collocato nella stessa sede del vecchio, sede che, peraltro, era stata destinata alla cremazione fin dal 1800. Oltre a poter lavorare su tre turni, per circa 6/7 cremazioni a turno, il forno è totalmente automatizzato tramite un programma di gestione, in grado di effettuare in continuo anche l’autodiagnosi dello stato e riparare le eventuali anomalie e guasti dell’impianto”.

E ancora qualche specifica tecnica. Il sistema, spiega il Comune, permette anche la massima sicurezza per gli operatori, dato che non vi è l’intervento manuale in nessuna fase, né nel carico dei feretri né nell’estrazione delle ceneri, che escono già all’interno dell’urna cineraria. Massima attenzione anche all’ambiente, attraverso un sistema di iniezione in grado di neutralizzare gli inquinanti acidi e assorbire i metalli pesanti e le diossine, permettendo così il rispetto delle norme vigenti in materia di emissione in atmosfera.

I due bruciatori sono alimentati a gas metano e dotati di un sistema centralizzato di alimentazione dell’aria, di sonde per la misurazione delle temperature e della concentrazione di ossigeno libero, nonché di un impianto di condizionamento e di depurazione dei fumi.

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