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Sciopero e protesta delle educatrici comunali, il sindaco Romizi pronto a trattare: "La scuola è la priorità"

Il primo cittadino incontra le dipendenti comunali e dopo tante polemiche si va verso un accordo in nome della scuola e della stabilizzazione del personale. Ecco cosa cambia

Lo sciopero delle addette ai servizi educativi del Comune di Perugia è riuscito. I sindacati esultano e parlano di un'adesione intorno al 90 per cento che, di questi tempi, anche per la funzione pubblica è una sorta di record. Dopo questo primo successo, l'educatrici insieme ai rappresentanti delle sigle sindacati hanno raggiunto Palazzo dei Priori per partecipare al consiglio comunale dove si discuteva l'interrogazione Bori-Bistocchi sugli asili nido, iscrizioni e gestione di questo importante servizio pubblico. Ad accoglierli sul portone però hanno trovato il sindaco Andrea Romizi con l'intenzione di aprire un dialogo dopo settimane di polemiche.

Le lavoratrici hanno ribadito che si battono per il mantenimento del servizio educatico comunale, per la stabilizzazione delle precarie e le assunzioni dove ci sono dei buchi della pianta organica. Stop a qualsiasi ipotesi di appalto esterno. Romizi ha ribadito la volontà di mettersi intorno ad un tavolo per andare incontro alle lore esigenze, compatibili con le norme, il contratto nazionale e le disponibilità del bilancio economico. Non ci dovrebbero essere problemi ad accordarsi sull'anno scolastico e su stabilizzazione di una parte del personale. C'è una volontà a chiudere in parte il contenzioni. La trattativa ripartirà mercoledì prossimo. 

In consiglio comunale rispondendo al fatto che non c'è ancora una data precisa per le iscrizioni agli asilo nido, Romizi ha chiesto scusa alla città per i ritardi spiegando le cause che sono da ricercare  nelle nuove normative e i cantieri in corso. Ma allo stesso tempo ha voluto ribadire che la sua amministrazione "dopo un ventennio è l'unica che è tornata ad investire in scuole e in sicurezza e manutenzioni" trovando le risorse necessarie "in una importante spending review che in 3 anni ha visto tagliare le spese per 25milioni di euro". "Per noi le scuole e gli studenti sono la priorita" ha ribadito con orgoglio "E questa è la dimostrazione di quanto teniamo al servizio educatico pubblico. Dietro i ritardi per le iscrizioni ci sono problemi tecnici, ma non c'è nessuna volontà di favorire il privato". 

Soddisfatte ma ancora sulle barricate l'educatrici. " I motivi della vertenza sono due: il calendario scolastico che noi volevamo discutere e approvare dopo il contratto collettivo nazionale e su questo il sindaco ci ha detto che è pronto a venirci incontro -  ha spiegato Patrizia Mancini funziona Cgil -. L'altro è sulle assunzioni: sono estremamente importanti per mantenere un servizio pubblico di qualità. C'è ancora personale a tempo determinato che chiude i buchi di organico e questo, nella pubblica amministrazione, non può esistere. Le scelte dell'amministrazione devono andare in questo senso. Altrimenti si chiama esternazionalizzazione". 

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