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Cittadino fa irruzione in Comune e prende a pugni un dirigente: "Basta odio verso chi lavora nel pubblico"

Il monito del sindaco, della giunta, del presidente del consiglio e dei dirigenti dopo l'aggressione a Palazzo Grossi: "Clima avvelenato contro chi lavora nel pubblico"

Nella mattinata di lunedì 23 luglio un cittadino ha fatto irruzione a Palazzo Grossi, sede degli assessorati del Comune di Perugia, ed ha aggredito un dirigente, prendendolo a pugni.

L'ingegner Fabio Ricci è stato subito soccorso e portato in ospedale per essere medicato. I carabinieri, invece, hanno portato via l'aggressore, denunciato per lesioni.

Ora, a più di una settimana di distanza, il sindaco Andrea Romizi, il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano, tutta la giunta e i dirigenti del Comune intervengono con una nota congiunta per denunciare un clima avvelenato e carico di violenza contro chi lavora in Comune e nel pubblico: "Commenti vergognosi sui social". 

La riportiamo integralmente. 

"Come noto, si è consumato qualche giorno fa l’ennesimo episodio violento nei confronti di un funzionario pubblico, l’ingegner Fabio Ricci dirigente del servizio Manutenzioni del comune di Perugia; episodio che non ha avuto esiti più drammatici solo grazie alla prontezza di alcuni colleghi che, con il loro intervento, sono riusciti a contenere la furia dell’aggressore, che peraltro non poteva neppure reclamare nulla nei confronti del Comune e dei suoi dipendenti.

Il primo sentimento che ci accomuna, al di là dei ruoli, è quello di una incondizionata solidarietà nei confronti sia del dirigente che degli altri dipendenti accorsi in suo aiuto, tutte persone che, oltre al valore professionale, si sono sempre distinte, come tanti altri operatori, per una notevole disponibilità anche umana nei confronti degli utenti e dei cittadini in generale.

Ma, d’altro canto, i fatti in questione sono anche il frutto di un ormai pluriennale clima di denigrazione e demonizzazione della cosa pubblica e di coloro che vi operano, dai politici ai dirigenti, ai dipendenti in generale, ed è proprio di fronte a tale atteggiamento che non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo arrenderci, sia come soggetti coinvolti che come cittadini.

Sia chiaro, nessuno pensa che nella pubblica amministrazione non esistano sacche di inefficienza o criticità, sicuramente migliorabili; ma anche l’amministrazione è un corpo composto di persone, come lo sono le famiglie, la società civile in genere e qualsiasi altra forma di organizzazione umana come i partiti, le chiese, le professioni e il mondo del lavoro in genere. Ma l’ambito preferito per generalizzare commenti e insulti è ormai solo e soltanto quello del lavoro pubblico.

Abbiamo atteso qualche giorno prima di esporre pubblicamente una vicinanza che avevamo già espresso nei rapporti privati, ma numerosi commenti indecorosi apparsi su diversi social ci hanno convinti ad esprimere, oltre alla nostra solidarietà nei confronti delle vittime, anche l’orgoglio di appartenere e lavorare al meglio per la “cosa comune” al servizio dei concittadini.

Ed è per questi motivi che auspichiamo anche un rasserenamento dei toni, nella vita reale e nei mezzi di comunicazione, con un rinnovato rispetto per le istituzioni e i cittadini tutti che da esse sono rappresentati".

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