Comune di Perugia, la cura Bertinelli per salvare il bilancio: Minimetrò e immobili sul mercato

Il consiglio comunale di Perugia approva con 18 voti a favore (maggioranza) ed 11 contrari (opposizioni) il piano della giunta Romizi per i conti del Comune

Nel giorno del nuota o affoga, la maggioranza Romizi tiene la testa fuori dall’acqua (anche se qualche pezzo se ne va per la sua strada o proprio non si presenta a Palazzo dei Priori). Il consiglio comunale di Perugia approva con 18 voti a favore (maggioranza) ed 11 contrari (opposizioni), la preconsiliare n. 88 del 29 dicembre 2017 “Deliberazione n. 134/2017 della Corte dei Conti -Sezione Regionale di Controllo per l'Umbria sui rendiconti di gestione 2014 e 2015 - Misure correttive”. In altre parole: la cura Bertinelli per salvare i bilanci del Comune di Perugia dopo i rilievi della magistratura contabile. 

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E quindi, cosa si farà per riequilibrare le casse del Comune? In primo luogo, si vende. Dismissione di immobili (fabbricati e terreni) “non funzionali alle attività istituzionali”, tra cui Palazzo Rossi Scotti (1,5 milioni di euro il valore stimato) e altri immobili restituiti al patrimonio comunale, “ma non più strumentali per l’ente”. A questi, ha spiegato l’assessore Bertinelli, “si aggiungeranno nuovi cespiti, potenzialmente di maggiore appetibilità, attualmente locati, quali immobili commerciali e terreni di pertinenza di varie attività”. Il valore stimato “della prima annualità del P.A.V.I. 2018/2020 sarà, dunque, di circa 12 milioni di euro, mentre complessivamente, la misura in questione ha un valore compreso tra 15 e 16 milioni di euro. La sua realizzazione, stimata prudenzialmente intorno al 50%, determinerà un introito che andrà a beneficio del saldo di cassa, con minori interessi passivi sull’anticipazione di tesoreria ed inoltre contribuirà a migliorare il risultato di amministrazione quale copertura del “disavanzo tecnico” da ripianare in 28 anni, con beneficio anche nei futuri bilanci di previsione”.  

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Punto due: brucomela, come lo chiamano i perugini. Ovvero: la vendita delle quote detenute nella società Minimetrò Spa, di cui il Comune è titolare al 70%. La misura, ha spiegato anche l’assessore Bertinelli, “ha un duplice obiettivo: acquisire un introito –stimato in circa 4 milioni di euro- che andrà a beneficio del saldo di cassa, quindi, generare –a decorrere dall’esercizio 2019– risparmi sulla spesa corrente a titolo di corrispettivo del servizio di gestione dell’infrastruttura”. Il corrispettivo a carico del Comune per il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario della concessione, sottolinea Palazzo dei Priori in una nota, “ammonta, infatti, a quasi 9 milioni di euro (IVA compresa), di cui il 65% è imputabile all’infrastruttura e il 35% all’esercizio. Si stima che, a regime, l’operazione di dismissione, grazie ad economie di scala gestionali e ad ottimizzazioni nella gestione, potrà determinare risparmi sul corrispettivo del contratto di servizio quantificabili in circa 1 milione di euro/anno”. 

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Sì, ma come procedere? Non si può vendere su due piedi.  L’attuazione della misura, spiega ancora il Comune, “richiederà preventivamente la definizione/modifica dello Statuto sociale, della Convenzione-quadro e del Contratto di servizio, al fine di rendere la dismissione efficace ed economicamente vantaggiosa, nonché di tutelare giuridicamente ed economicamente la posizione del Comune di Perugia che rimane proprietario dell’infrastruttura e concedente del servizio di gestione”.

Punto tre: la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà sui terreni nei quali sono stati realizzati immobili di edilizia residenziale pubblica”. Il valore stimato dalla giunta Romizi è di circa 2 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 2,1 milioni di euro derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica, che andranno anch’essi a beneficio del saldo di cassa.

Punto quattro, la definizione agevolata delle morosità della Tassa sui rifiuti (TARI) per gli anni 2014-2016. L’attuazione di tale misura, spiega il Comune, “sarà realizzata nel 2018 e per metà 2019 e sarà svolta dal gestore del servizio integrato di igiene urbana in collaborazione con gli uffici comunali. Si prevede, prudenzialmente, un incasso tra i 10 e i 12 milioni di euro che andranno a migliorare la liquidità dell’Ente, in funzione del rientro dall’anticipazione di tesoreria con minori interessi passivi, e a ridurre la consistenza dei residui attivi”.

Punto cinque, incassare. Ovvero ilmiglioramento della capacità di riscossione delle entrate proprie, attraverso l’adozione di un diverso modello organizzativo, nel quale le competenze specifiche in materia vengono accentrate in una nuova struttura che svolgerà, nei confronti delle unità operative dell’Ente una continua azione di monitoraggio, coordinamento, impulso ed indirizzo per quanto riguarda la riscossione delle entrate. Saranno, inoltre, implementate sia la piattaforma informatica per il monitoraggio dell’attività interna di riscossione delle entrate proprie sia il canale di pagamento telematico delle entrate comunali c.d. “PagoPA”. Si prevede anche  una velocizzazione delle rendicontazioni e degli incassi da Stato, Regione ed altri soggetti pubblici e privati”.

Punto sei, il futuro. In altre parole: nuovi indirizzi in materia di entrate e spese correnti per il Bilancio di previsione 2018-2020 e il miglioramento degli equilibri di parte corrente, al fine di superare, per il futuro, le criticità stesse evidenziate dalla Corte dei Conti”. In pratica, parliamo dell’ “Istituzione del canone concessorio non ricognitorio (entrata patrimoniale) da applicare ai soggetti titolari di concessione per l’utilizzo del suolo e del sottosuolo delle pubbliche strade. Applicazione dal 2019 previa elaborazione ed approvazione di apposito Regolamento e censimento delle occupazioni esistenti”, della “Riduzione delle entrate straordinarie derivanti da recupero evasione e da contravvenzioni al codice della strada utilizzate per il raggiungimento dell’equilibrio di parte corrente”,  dell’“Acquisizione di maggiori trasferimenti regionali per il Trasporto Pubblico Locale (mobilità alternativa): trattativa con la Regione per l’assegnazione di ulteriori risorse a valere sul Fondo regionale per il trasporto pubblico locale o in alternativa attivazione del contenzioso”, della “Revisione delle tariffe dei proventi dei servizi a domanda individuale: Servizi cimiteriali per il nuovo forno crematorio”.

E fino qui erano le entrate. Ora le uscite. Quindi, gli indirizzi sono questi: “Spesa di personale: rimodulazione del piano triennale delle assunzioni e riorganizzazione della spesa per il personale a tempo determinato”, “Spesa corrente per acquisto di beni e servizi: rimodulazione delle previsioni riducendo selettivamente gli stanziamenti a fronte dei quali non sussistono obbligazioni già perfezionate”, “Spesa corrente per trasferimenti esterni: rimodulazione delle previsioni riducendo selettivamente gli stanziamenti non obbligatori”, “Adeguamento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità iscritto nel bilancio preventivo”, “Revisione, d’intesa con i fornitori e nei limiti della normativa, dei tempi di pagamento delle forniture di beni e servizi”.

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Per quanto riguarda poi il finanziamento degli investimenti “l’Amministrazione continuerà ad applicare l’articolo 191 del D.Lgs. n. 50/2016 che prevede la cessione di immobili in cambio di opere”.

La maggioranza tiene e tutto viene approvato. Ora non resta che trovare un compratore per il Minimetrò, recuperare i soldi dalla Regione Umbria o portarla in Tribunale, vendere palazzi storici da un milione e mezzo di euro e piazzare sul mercato gli altri immobili. Le opposizioni, Pd e Movimento 5Stelle, votano contro e attaccano, la maggioranza perde qualche uomo ma resiste. Che la cura Bertinelli abbia inizio, ché il malato è di quelli gravi (con patologie vecchie decine di anni).

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