Cronaca

Come Mussolini e il fascio furono rimossi dalla pittura murale nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga

Dottori fu richiamato dal commissario della Stranieri, il filosofo Aldo Capitini, per “defascistizzare” il dipinto (mai si pensò a una sua cancellazione!)

Come Mussolini e il fascio furono rimossi dalla pittura murale sulla parete di fondo dell’Aula Magna di Palazzo Gallenga “La luce dell’antica madre” (1937). Si tratta di una pittura murale a secco che fornisce concretezza all’espressione virgiliana “ANTIQUAM EXQUIRITE MATREM” (Aen. III, 96), riportata a lettere cubitali bronzee sulla parete di destra dell’Aula Magna. L’autore del dipinto, Gerardo Dottori, esponente della corrente futurista dell’aeropittura, aveva peraltro immortalato a più riperse il duce in varie pose di carattere encomiastico.

2 Mussolini nel bozzetto preparatorio della pittura murale della Stranieri, Aula Magna-2Qui rappresenta Enea, Romolo che segna il solco, costruttori al lavoro con blocchi lapidei. Sullo sfondo San Pietro e il Colosseo a segnare l’intesa dei Patti Lateranensi del 1929. Davanti ai due monumenti: un colossale fascio littorio. Dopo la caduta del regime, e a guerra finita, Dottori fu richiamato dal commissario della Stranieri, il filosofo Aldo Capitini, per “defascistizzare” il dipinto (mai si pensò a una sua cancellazione!).

L’operazione – racconta Massimo Duranti – si svolse su tre fronti. Innanzitutto era da rimuovere il ritratto del duce, effigiato a destra in basso fra i costruttori che maneggiano massi squadrati (sono debitore dei bozzetti in pagina agli Archivi Dottori e al catalogo ragionato di Duranti, edito da Fabrizio Fabbri editore).

2 Cartone preparatorio della prima versione (con Mussolini e il fascio)-2La ‘damnatio memoriae’ comportò che venisse corretto il viso, maschio e squadrato, di Mussolini, che fu ingentilito da boccoli biondi e addolcito nell’espressione. Fino ad ottenerne una forte divaricazione con l’altro lavoratore a sinistra, muscoloso, dall’espressione dura e volitiva. Si direbbe che il viso ridisegnato risulta in evidente contrasto col corpo tozzo e muscoloso su cui svetta.

A Dottori fu anche imposto di cancellare la datazione fascista che partiva, com’è noto, “a fascibus restitutis”, ossia dal 1922, anno della marcia su Roma che mosse proprio da Perugia. 

Fu soprattutto eliminato il fascio littorio frontale che caratterizzava il dipinto. L’operazione si svolse allargando l’immagine del Colosseo in cima al dipinto. Fino a coprire il simbolo del fascio. Sia detto per la verità storica dell’opera d’arte e delle vicissitudini alle quali fu sottoposta.

Sottolineando che, a mio parere, l’opera necessita di una rinfrescata, eliminando anche qualche magagna, come una lacuna bianca nell’immagine a destra.

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