Rissa con coltellate, il 20enne ferito a Castel del Piano ha rischiato di morire. L'accoltellatore è pericoloso: in carcere

Il 23enne accusato di tentato omicidio aveva ricevuto un Daspo dal questore di Verona: gira armato di coltello ed è noto come provocatore. Uno degli indagati aveva tentato di sviare le indagini

Il giovane arrestato per aver accoltellato un altro ragazzo di 20 anni nel corso di una rissa è soggetto dall’indole “aggressiva ed incapace a contenere tali impulsi violenti” e l’unica misura per evitare che compia altri gesti simili o fugga, è il carcere. È questa la decisione del giudice Natalia Giubilei, presa sulla base dell’indagine svolta dai Carabinieri della Compagnia di Perugia.

Secondo il giudice, il ragazzo greco di 23 anni “è soggetto violento, che circola spesso armato, e che più volte si è reso protagonista, per futili motivi, di episodi simili a quello per il quale viene indagato”. Il 23enne è destinatario di un Daspo da parte del questore di Verona e indagato per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale.

Non sono da meno gli altri due giovani, destinatari della misura dell’obbligo di dimora in casa dalle 21 e di non lasciare il territorio comunale di Perugia, un tunisino di 20 anni senza fissa dimora, e un perugino 21enne, “attivi partecipi alla rissa, e non hanno cessato l’azione delittuosa nonostante l’intervento di numerosi amici che cercavano di calmarli ed allontanarli, continuando a cercare il contatto fisico” con il 23enne, anche quando si sono resi conto che “questi era armato e che la situazione poteva peggiorare in maniera irreversibile, come poi è successo”.

La coltellata al giovane è arrivata proprio quando questi era intervenuto per sedare la rissa e “dalle dichiarazioni dei testimoni e dall’esame del filmato, si vede come il colpo sia stato inferto in maniera volontaria e violenta” in una zona sede di organi vitali.

La ricostruzione degli eventi combacia con quanto riportato poche ore dopo l’aggressione e ben rappresentata dagli oltre cinque minuti di filmato girato con il telefonino da uno dei testimoni, nel piazzale davanti al bar a Castel del Piano.

Il gruppo di cui faceva parte il giovane ferito (che festeggiava il proprio compleanno con gli amici) era appena tornato dal centro storico (erano andati con il taxi per non correre rischi alla guida della propria auto avendo bevuto qualche bicchiere di alcol) e si era fermato nel piazzale del bar. Subito si erano accorti che due persone stavano litigando: il ragazzo greco e il tunisino. Forse qualche apprezzamento, qualche insulto. I due si scontravano, poi si ritiravano, poi tornavano a farsi sotto. Il ragazzo arrestato “era così ubriaco che è caduto da solo sul divanetto all’esterno del bar” ha affermato un testimone.

Poi qualcuno ha gridato “vai via perché ha il coltello” e anche i giovani che cercavano di dividere i due litiganti si sono allontanati “avendo visto il coltello nelle mani del ragazzo” che poi ha sferrato il fendente.

La rissa non si è fermata e “le persone che si fronteggiavano si sono spostate nel parcheggio laterale”, con molti che si “rincorrevano tra di loro e alcuni hanno incominciato a lanciare sassi e bottiglie”. Dopo l’accoltellamento, inoltre, mentre gli amici portavano il ferito all’ospedale, la rissa è proseguito, almeno fino all’arrivo dei Carabinieri.

Nel video girato da uno dei ragazzi si vede molto bene il momento in cui il 23enne, apparentemente calmo, sferra il colpo al fianco del 20enne che stava parlando con lui per calmarlo, scavalcarlo e cercare di raggiungere il rivale.

Il ferito non si è reso conto di nulla, salvo un minuto dopo chiamare gli amici “oh freghi, con il volto completamente bianco. Appena abbiamo visto che era ferito l’abbiamo portato su una panchina, l’abbiamo fatto sdraiare”. Uno degli amici è andato a prendere l’auto, lo hanno caricato e portato all’ospedale “sdraiato sul sedile posteriore”. Tutti gli amici descrivono il ragazzo ferito come “una persona molto buona e di animo gentile”, andato in mezzo ai due solo con l’intento di “placare gli animi”.

Un altro amico del ferito, sentito dai Carabinieri, ha riferito di aver avuto a che fare con l’aggressore: “è una persona violenta e già 2/3 anni fa ha cercato di picchiare me e un mio amico senza alcun motivo. In tale occasione iniziò a guardarci male e si avvicinò con fare provocatorio. Io e il mio amico siamo andati via” per evitare guai. Sono dovuti ricorrere ad amici comuni, però, “con lo scopo di mediare ed impedire che potesse aggredirci” anche perché “gira spesso armato o con un coltello o con un manganello. È noto come provocatore”.

Tra l’altro all’inizio della rissa vedendo i due che litigavano in molti ridevano “perché i due protagonisti erano ridicoli” e qualcuno ha pensato di “fare un video al fine di mostrare loro quanto fossero stupidi”. E, infatti, nel video si sentono epiteti e frasi di questo tenore.

Poi la situazione è degenerata e da “priva di pericoli” è diventata “tragicomica” e poi “improvvisamente pericolosa” allo spuntare del coltello: “Questi improvvisamente gli ha sferrato un fendente. Ho sentito un rumore sordo, quello della mano contro il costato. Ho pensato si trattasse di un pugno, mi sono accorto poi, alla vista del sangue, che aveva ricevuto una coltellata”.

Gli amici, dopo il ferimento, hanno fatto tre telefonate al 118 per spiegare la gravità della situazione e per avvertire che il ferito stava arrivando al Santa Maria della Misericordia con “una ferita da punta e da taglio” al fianco e al fegato, con un’emorragia interna che ha fatto sì che il “paziente si sia trovato in pericolo di vita”.

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Visto il comportamento dei tre indagati, il giudice ha deciso per misure cautelari, di diversa gravità, proprio perché si ritiene che possano compiere altri gesti simili o provare a fuggire. Il perugino raggiunto dall’obbligo di dimora notturna in casa, ad esempio, si è presentato come testimone dei fatti “dichiarandosi estraneo alla rissa”, dicendo di “essere intervenuto solo per placare gli animi assieme ad alcuni suoi amici, fornendo indicazioni precise” per identificare l’accoltellatore; salvo poi l’accertamento dei Carabinieri e l’identificazione come “uno dei principali protagonisti della rissa”. Le accuse sono di tentato omicidio e rissa aggravata. Tutti e tre gli indagati hanno precedenti di polizia.

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