Traffico di cocaina dalla Colombia, dopo vent'anni arriva la sentenza per 23 imputati

L'inchiesta "Quo Vadis" riguardò un maxi traffico con a capo una presunta associazione costituita a Perugia ed operante, secondo le indagini, sul territorio nazionale e all'estero, almeno fino al 2000

Dopo vent'anni arriva la sentenza di assoluzione in primo grado a carico di 22 imputati accusati di un pesante giro di traffico di droga, in particolare di cocaina. L''inchiesta, denominata "Quo Vadis", riguardò un maxi traffico con a capo una presunta associazione costituita a Perugia ed operante, secondo le indagini, sul territorio nazionale e all'estero, almeno fino al 2000.

Nell'inchiesta dei Ros, coordinati dalla procura del capoluogo, finirono ben 23 persone di varia nazionalità tra cui un brasiliano, un perugino, un romano, un napoletano e alcuni cittadini colombiani, accusati - a vario titolo - di aver importato dal Sud America, in particolare dalla  Colombia, diversi quantitativi di cocaina che poi avrebbe ingrassato le piazze dello spaccio locali, e non. 

Oggi il terzo collegio del tribunale di Perugia, presieduto dal giudice Giuseppe Narducci, ha assolto gli imputati, condannando a sei anni di reclusione un colombiano di 60 anni, accusato di aver importato dal suo paese d'origine un ingente carico di droga tramite due ingoiatori giunti in Italia via aereo. Cocaina  che sarebbe stata poi stoccata all'interno della sua abitazione ad Arona e successivamente ripartita tra gli associati. Questo, nel lontano dicembre 1999.

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L'operazione, denominata Quo Vadis, si chiude nel 2018 con una sentenza di assoluzione per 22 dei 23 imputati, difesi tra gli altri dagli avvocati: Francesco Falcinelli, Pietro Gigliotti, Cesare Placanica, Roberto Antonini, Patrizio Spinelli, Luca Maori. L'avvocato Gigliotti commenta così la sentenza di primo grado: "Assoluzione dopo 20 anni di processo.. in Italia la pena effettiva è il processo stesso". Anche l'avvocato Francesco Falcinelli si è espresso per la sentenza di assoluzione: "Sono soddisfatto per l'assoluzione dei miei assistiti che hanno sempre affermato la loro estraneità ai fatti contestati e oggi hanno il riconoscimento giudiziale". 

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