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Il super pusher del Trasimeno evita il carcere: "troppo depresso" e finisce ai domiciliari

Accolta la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa. L'indagato, secondo quanto ricostruito dalle indagini,faceva parte dell'infaticabile duo "24 Ore" chiamato così perchè in grado di rifornire i clienti sia di giorno che di notte

Un albanese di 30 anni, finito nell'inchiesta di spaccio di coca al Trasimeno, è uscito ieri dal carcere. E' quanto stabilito dal gup Giangamboni dopo la richiesta di scarcerazione avanzata dai suoi legali (avvocati Luca Pietrocola e Silvia Prosperi) per le gravi condizioni di salute del loro assistito. 

Durante la detenzione in carcere, il 30enne avrebbe iniziato a soffrire di di un grave disagio su base psichica, così come attestato dalla lettera di dimissione dell'ospedale di Perugia. "Una sindrome ansiosa - depressiva" , che lo avrebbe portato a smettere di mangiare e di parlare: una situazione tale da necessitare per l'indagato l'immediata scarcerazione e la sostituzione della misura cautelare dei domiciliari. 

Coca al Trasimeno, in galera il pusher "24 Ore" : il duo sempre attivo di giorno e di notte

L'albanese, secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dai carabinieri di Città della Pieve, faceva parte dell'infaticabile duo "24 Ore" chiamato così perchè in grado di rifornire i clienti sia di giorno che di notte, a qualsiasi ora, dimostrando piena "disponibilità" ai tanti acquirenti che nel corso del tempo si sarebbero riforniti da loro. 

Coca al Trasimeno, pusher " 24 Ore" e clienti disposti a spendere un patrimonio: 18 indagati

Il duo "24 Ore" si presentava agli appuntamenti anche insieme mentre gli accordi venivano presi con i clienti attraverso un'unica utenza telefonica, utilizzata da entrambi. Anche per il suo compagno di spaccio, unitamente ad altri cinque indagati (due italiani e tre albanesi) è scattata a marzo la custodia cautelare in carcere, mentre per altre due persone (una donna considerata a capo di un gruppo di acquisto formato da numerosi acquirenti) e un pusher albanese, fu  disposto l’obbligo di presentarsi in caserma.

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