Visitate, grazie al FAI, quelle cisterne romane di quasi 20 secoli fa nelle fondazioni del castello di Civitella d'Arna

In piccoli gruppi in viaggio nelle antichissime cisterne romane visitabili in occasione della festa

Quelle cisterne di quasi 20 secoli fa nelle fondazioni del castello di Civitella d’Arna. La festa – edizione 2018 – è tornata (dopo un anno di pausa) più brillante di prima e ricca di novità. Un’iniziativa che ha lasciato veramente di stucco è stata la possibilità di visitare le cisterne romane riferibili al I secolo dopo Cristo. Se ne conosceva l’esistenza e alcuni reperti, specialmente lapidei, sono stati recuperati e portati al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. Ma la vera novità è rappresentata dal poterle vedere, quelle cisterne, sebbene in piccoli gruppi e con molta prudenza.

I visitatori sono stati accompagnati da volontari del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Una giovane esperta ha spiegato le dimensioni, i collegamenti fra le enormi vasche, gli accorgimenti per evitare che l’acqua imputridisse. Oltre alle volte in opus mixtum cementicium realizzate con ciottoli reperiti in loco. Nelle cisterne, acqua piovana e acqua sorgiva miscelate. Ancora restano piccole raccolte idriche. Le vasche alimentavano le terme poste a valle, raggiungendole per caduta. I locali sono intonacati a lucido e portano ancora i segni del calcare e del livello raggiunto dall’acqua.

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Le sedute laterali sono successive e avevano la funzione di sorreggere delle enormi botti dell’azienda, dato che quei vani, a temperatura quasi costante, erano ideali per l’utilizzo a cantina. Nelle fasi della seconda guerra mondiale, su quelle sedute poggiarono gli spaventati residenti che utilizzavano le cisterne come rifugi antiaereo. Scendendo ai livelli inferiori, esistono manufatti recenti. Qui si tenevano cocomeri, meloni e bibite al fresco in estate, riferiscono gli anziani del posto. Insomma: una festa paesana che offre pretesti e occasioni per fare un tuffo nel modo di stare al mondo di venti secoli fa. E una decisa crescita culturale per quanti hanno deciso di recarsi in quel luogo ricco di storia.
 

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