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Cittadinanza onoraria ad una coppia di artisti internazionali: “Il Lago terra di ispirazione poetica”

Cittadinanza onoraria, conferita dal Comune di Magione ai coniugi Umberto Raponi e Luciana Bartella, artisti di rango che hanno scelto, da oltre un decennio, di stabilirsi a San Feliciano

Cittadinanza onoraria, conferita dal Comune di Magione ai coniugi Umberto Raponi e Luciana Bartella, artisti di rango che hanno scelto, da oltre un decennio, di stabilirsi in quel di San Feliciano: esattamente nel crinale che sovrasta la Strada della Rocca di Monte del Lago.

Acquarellista di livello internazionale lei. Grafico, creativo, umorista e tante altre cose Umberto. Di cui conosciamo decine di loghi (AUCC, per dirne uno) e che per anni fu artista di fiducia del Comune di Perugia per cui lavorò intensamente all’epoca del vicesindaco Raffaele Rossi. Nella sala consiliare dell’antica Pian del Carpine, spicca il lavoro di Gerardo Dottori il quale volle immortalare Fra’ Giovanni, antesignano di Marco Polo, che volle esplorare l’Asia e portarvi il germe dell’apostolato cattolico.“Il Lago come terra d’elezione e di ispirazione poetica”, dice il sindaco Giacomo Chiodini.

“Cittadinanza onoraria che sancisce e cementa l’adozione del Lago come elemento propulsivo di artistica rappresentazione”, osserva il presidente del consiglio comunale Vanni Ruggeri. Bartella ringrazia commossa, ricordando le proprie, intense e commosse, esplorazioni ambientali. Raponi, dal canto suo, ripercorre le tappe espositive e le esperienze culturali che hanno punteggiato il suo intenso rapporto col territorio comunale. Lo fa alla sua maniera, con un discorso scritto, ma letto con ironia e disincanto.

Parte dalla storica esposizione del 1957  “Il Trasimeno muore”, voluta da Carlo Vittorio Bianchi e che lo vide al fianco di Dottori e dei maggiori artisti umbri, in mostra da Passignano a Palazzo Marignoli di Roma. Ma sono tante le cose da dire e da ricordare, con orgoglio velato dall’impareggiabile ironia raponiana. Da “temporibus illis” fino al recente “Cartastraccia” alla Torre dei Lambardi, in cui anche l’amico cronista ebbe parte in commedia.Lunga vita a Umberto Raponi e Luciana Bartella, coppia perfettamente assortita, tra lirismo e ironia.

Come, in fondo, si conviene a una storia, intessuta d’arte e d’amore, che attraversa il secondo Novecento e si dilata, immarcescibile, al terzo Millennio. E diverrà leggenda eterna di persuasa complicità.

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