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Cittadella giudiziaria, i fondi del Recovery plan per i lavori nell'ex carcere perugino di piazza Partigiani

L'idea di base è di raccogliere tutti gli uffici giudiziari in un'unica sede. Per l'edilizia giudiziaria sono previsti 420 milioni (per tutta Italia) oltre a fondi già stanziati e non utilizzati

La senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena ha chiesto alla ministra della Giustizia Cartabia l’elenco delle opere previste nel Recovery plan per quanto riguarda l'edilizia giudiziaria.

Rispondendo in Commissione la ministra ha riferito che sono previsti "interventi dal punto di vista dell’edilizia a Benevento, Bergamo, Monza, Latina, Perugia, Trani, Velletri, Roma, Venezia, Reggio Calabria, Napoli, Bologna, Genova, Milano, Torino, Bari, Cagliari, Messina, Palermo e Firenze. Ci sono 420 milioni di euro, che si aggiungono ad altri fondi già stanziati".

L'ex carcere di piazza Partigiani, maschile e femminile, è stato individuato sin dal 1997 come luogo dove realizzare la cittadella giudiziaria, andando a raccogliere in un'unica soluzione tutti gli uffici sparsi tra Fontivegge, via Martire dei lager e il centro storico. Da tempo, inoltre, lì accanto si è spostata la Procura della Repubblica, andando ad occupare gli spazi che una volta erano utilizzati dalla Questura di Perugia.

Il progetto della cittadella giudiziaria, però, incontra anche alcune resistenze, specialmente tra chi vorrebbe la relizzazione, in quegli spazi, di un centro di cultura e arte.

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Il progetto prevede la rifunzionalizzazione delle due ex carceri (maschile e femminile), dismessi dall’uso penitenziario nel 2006, ma di grande valore storico-monumentale e urbanistico. Questo permetterà di dare attuazione al piano di razionalizzazione dell’Agenzia del Demanio, già approvato dal Ministero della Giustizia nell’aprile 2017, che prevede l’eliminazione di questi luoghi ad oggi abbandonati, oggi detenuti dagli uffici giudiziari di Perugia. Per la realizzazione del progetto verrà creato un tavolo tecnico con il compito di individuare tutte le soluzioni tecnico-economiche e i percorsi amministrativi adeguati al raggiungimento dell’obiettivo e di definire gli aspetti tecnici e le modalità di confronto con il professionista esterno incaricato dall’Agenzia del Demanio di redigere il “Piano urbanistico-edilizio attuativo”, oltre a vigilare sulla corretta e tempestiva attuazione del Protocollo.

L'ex carcere perugino venne realizzato tra il 1865 e il 1870 sulle macerie della cinquecentesca Rocca paolina (su una zona paludosa che il Sangallo non aveva preso in considerazione) e progettato da Giuseppe Polani (autore anche dell'imponente struttura carceraria torinese Le Nuove), ha pianta panottica a quattro bracci e schema cellulare comprendente quasi 350 unità.

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