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Muore sul lavoro a 43 anni, commovente gara di solidarietà per riportarlo in Kosovo: "Era il suo desiderio"

In pochi giorni raccolti tanti denari dagli amici della sua comunità e da tanti umbri e toscani. Viveva in Valtiberina da 21 anni

Bekim Kunushevci era un 43enne che da 20 anni viveva e lavorava tra l'Umbria e la Toscana, dopo che era arrivato come profugo dal suo paese dilaniato dalla guerra. Ha trovato lavoro, si è sposato e messo su famiglia. Perfettamente integrato e rispettato. Ma lo scorso 27 marzo a Città di Castello all'interno di una abitazione privata dove stava lavorando, è scivolato sbattendo violentemente la nuca. Immediati i soccorsi per trasportato nel vicino pronto soccorso e in seguito all'ospedale di Perugia, ma durante il tragitto le sue condizioni si sono aggravate ed è entrato in coma irreversibile, spirando il 30 marzo scorso. Una tragedia, una morte sul lavoro, un altro padre di famiglia che lascia troppo presto la sua famiglia.

Ma Bekim aveva un desiderio, come confermato da amici e parenti: tornare al suo paese in Kosovo. E così è scattata una grande gara di solidarietà che ha coinvolto la comunità di albanesi, kossovari e macedoni della Valtiberina e tanti umbri e toscani. Tutti uniti per raccogliere i denari necessari per riportare a casa sua, seppur da morto, il loro amico sfortunato. In poco tempo sono stati raccolti 11mila euro che serviranno a pagare le spese legali, la bara, il viaggio del feretro e i funerali. Quello che rimarrà verrà devoluto alla vedova e ai figli (una bambina che oggi ha dieci anni e un bambino di otto).E a tempo di record anche il Tribunale di Perugia ha rilasciato il nullaosta per il trasporto via nave della salma. 
 

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