Cronaca Città di Castello

Famiglie disperate, le banche pignorano la fabbrica: il custode con tre figli dorme in auto

L'ennesimo fallimento ha creato un doppio dramma per un lavoratore che svolgeva la mansione di custode e abitava con la famiglia in un appartamento all'interno dello stabile. Si mangia e ci si lava in mezzo alla strada

La fabbrica chiude. Le banche si prendono lo stabile ma anche l'appartamento del guardiano nonostante sia occupato anche da figli minori. E così il custode perde il lavoro e non riesce neanche a salvare la casa. Una situazione che lo ha portato a vivere in strada, davanti alla sua vecchia fabbrica, insieme alla moglie e a tre figli - solo uno maggiorenne -. Un'altra brutta storia di povertà ai tempi della grande crisi economica che arriva da Città di Castello, un tempo una delle città dell'Umbria con il maggior tasso di occupazione. 

La famiglia da sette giorni - dopo lo sfratto esecutivo - dorme in una piccola utilitaria, senza assicurazioni, e si prepara il cibo con un paio di fornellini da campeggio. Il pranzo e la cena avviene rigorosamente in strada: sotto il sole o sotto la pioggia. Ma quello che preoccupa più il capo-famiglia è la questione freddo: si va verso infatti l'inverno rigido dell'Umbria e l'auto non è un posto dove passare la notte. Per questo è stata chiesta una casa di passaggio in attesa di un nuovo lavoro e il ritorno ad una vita normale. Il disagio sta sconvolgendo soprattutto i figli che hanno difficoltà persino a lavarsi, frequentare la scuola ed avere dei rapporti normali con i propri coetanei. Per il momento il Comune non è stato in grado di trovare un alloggio. Ma il sindaco Bacchetta sta lavorando per trovare una soluzione in tempi rapidi consapevole però che sono tante le famiglie che si rivolgono a lui per sfratti, lavoro e bollette che non riescono a pagare. La situazione sta diventando esplosiva.

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