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"Non ricorda nulla", per l'avvocato il caso è simile ai fatti di 'Cogne'

Parla l'avvocato della mamma che a Città di Castello ha tentato di uccidere con un coltello il figlio disabile: "È stato un raptus, anzi un "stato di coscienza crepuscolare" ad armare quella mano della mamma". Ultimo bollettino: condizioni critiche ma stabili

Dopo l'orribile episodio di violenza di ieri dell'accoltellamento del figlio disabile da parte della mamma a Città di Castello, oggi è il tempo delle parole del legale come riportate dal Giornale dell'Umbria. L'avvocato Marcello Pecorari ha subito evidenziato come l'episodio sia una tragedia dove tutti sono vittime.

Il caso comunque era già sotto osservazione dei servizi sociali e che la donna era da tempo in terapia e affetta da una forma di depressione che negli ultimi mesi anche per colpa della crisi, essendo la donna un commerciante, si era acuita. Si è rivolta a uno psicologo e uno psichiatra - continua l'avvocato - proprio per riuscire ad arginare questo suo malessere: Infatti prendeva anche dei farmaci». Da luglio, infatti che questa forma di depressione e, conseguentemente, il dimagrimento, si sono manifestati, tanto che lei, supportata dalla famiglia, ha deciso di prendere provvedimenti.

Nessuno si aspettava quella razione che è arrivata, come spiega il legale in un vero e proprio raptus, uno "stato di coscienza crepuscolare" che ha armato quella mano e colpito suo figlio. L'avvocato riferisce al Giornale dell'Umbria infatti, che la donna come la 'mamma di Cogne' non ricorda nulla. "Si è "svegliata" in ospedale e non capiva per quale motivo fosse circondata dai carabinieri. È stata, ed è, una mamma esemplare all'interno di una famiglia unita e pronta a starle vicina".

L'ultimo bollettino medico parla di situazione stabile anche se restano critiche, la direzione del presidio ospedaliero di Città di Castello ha comunicato che la prognosi, pertanto, resta riservata. Attualmente il paziente, in coma farmacologico, si trova nell’Unità Operativa di Rianimazione dell’ospedale tifernate, dove viene costantemente monitorato.

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