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Anziana prigioniera di una casa piena di rifiuti, picchiata dal figlio disoccupato

E' una storia di degrado ma è soprattutto l'effetto collaterale di una crisi strisciante che sta rendendo poverissime le famiglie umbre. Ecco cosa hanno scoperto Carabinieri e i medici del 118

Un'anziana donna viveva prigioniera del figlio tiranno in una casa invasa da rifiuti e sporcizia. L'altro figlio pur vivendo nella stessa casa non avrebbe mai difeso la madre dalle botte e le angherie del fratello. Sono questi gli ingredienti di una storia difficile figlia della grande crisi economica che ha colpito moltissime famiglie umbre fino a qualche tempo fa considerate normali. Infatti l'unico sostentamento del nucleo famigliare era la pensione dell'anziana.

I due figli - sopra i 40 anni - erano entrambi disoccupati e da tempo cercavano senza successo un nuovo lavoro. La scoperta è stata fatta dai sanitari del 118 di Città di Castello che avevano risposto ad una chiamata di aiuto della donna che aveva subito un malore. In realtà erano le conseguenze delle botte subite tanto da obbligarla ad un ricovero con una prognosi di 30 giorni. I sanitari hanno scoperto anche segni di altre violenze.

Le indagini immediatamente avviate dai Carabinieri hanno consentito di far emergere la responsabilità di uno dei due figli: si tratta di un 45enne del posto che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. La donna è ora presa in cura anche dai servizi sociali del Comune che speriamo possano dargli un luogo sicuro dove tornare una volta fuori dall'ospedale.

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