Domenica dell'Ascensione | Il cardinale Bassetti ai fedeli: "Non fidatevi dei profeti di sventura"

Città della Pieve la celabrazione della domenica dell’Ascensione del Signore al tempo del Covid-19

"E’ un’emozione grande poter partecipare per voi all’Eucarestia, ma lo è altrettanto di più per me. E’ come se fossi stato privato, in un certo senso, del Signore perché non potevo condividere il Pane eucaristico con la mia gente". Lo ha detto con voce commossa il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, domenica dell’Ascensione del Signore, 24 maggio, a Città della Pieve, durante la S. Messa svoltasi all’aperto, in piazza Matteotti, nelle vicinanze del Santuario della Madonna di Fatima.   

"Che gioia fratelli e sorelle rivedervi e vedervi finalmente in un clima di festa pur segnato da questa emergenza sanitaria.  Anche la celebrazione eucaristica si deve svolgere nel pieno rispetto delle norme di sicurezza ed usare tutti gli accorgimenti per preservare la salute di tutti noi. Ma non c’è dubbio: il Signore è tornato in mezzo a noi".

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Nell’omelia il cardinale ha esortato i fedeli a guardarsi dai “profeti di sventura” del nostro tempo, parafrasando due papi contemporanei, Giovanni XXIII e Benedetto XVI. "Quest’ultimo, nel commentare il distacco terreno di Gesù dai suoi mentre saliva verso il Padre benedicendo tutto il mondo, scrive che «“le sue mani benedicenti sono come un tetto che ci protegge”. Ma sono al contempo un gesto di apertura che squarcia il mondo – evidenzia Bassetti –, affinché il Cielo penetri in esso e possa diventare una presenza. Nel gesto delle mani benedicenti si esprime il rapporto duraturo di Gesù con i suoi discepoli e con il mondo. Nell’andarsene è come se ci sollevasse tutti al di sopra di noi stessi e aprisse il nostro mondo a Dio. Per questo i discepoli poterono gioire quando da Betania ritornarono a casa".

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