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Emergenza sbarchi, quindici profughi ospitati a Città della Pieve

Quindici ragazzi (tutti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, uno solo il più “anziano” di loro ha 35 anni) che rientrano nel progetto “Emergenza sbarchi” sono approdati a Città della Pieve. I ragazzi, 13 provenienti  dal Gambia e 2 dal Senegal risiedono in due strutture: a Po’Bandino ne sono stati accolti sei, mentre gli altri hanno alloggio in una struttura nel capoluogo

Quindici ragazzi (tutti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, uno solo il più “anziano” di loro ha 35 anni) che rientrano nel progetto “Emergenza sbarchi” sono approdati a Città della Pieve. I ragazzi, 13 provenienti  dal Gambia e 2 dal Senegal risiedono in due strutture: a Po’Bandino ne sono stati accolti sei, mentre gli altri hanno alloggio in una struttura nel capoluogo. L’accoglienza è gestita dall’Arci Solidarietà Ora d’Aria, tramite una convenzione diretta stipulata con la Prefettura di Perugia. L’Associazione Arcisolidarietà ora d’Aria Onlus, è ente gestore per conto delle Prefettura di Perugia del progetto denominato “Emergenza Sbarchi”, riferito all'emergenza sbarchi dichiarata dal Ministero dell’Interno. A seguito del bando espletato nel mese di luglio 2015, l’Ats di cui Arcisolidarietà è capofila, si è aggiudicata la gara per i servizi di accoglienza ed integrazione di migranti e richiedenti asilo nel territorio della provincia di Perugia.


Il loro arrivo a Città della Pieve è stato determinato da una diretta disposizione della Prefettura e non comporterà nessun costo per il Comune: “Ci sono fondi europei gestiti dal Ministero degli Interni, che garantiranno vitto, alloggio, mediazione linguistica culturale, assistenza sanitaria e assistenza legale, corsi di lingua italiana ed eventuali attività volte all'integrazione con il territorio, ai ragazzi per tutto il periodo della loro permanenza”, specifica il sindaco, Fausto Scricciolo e aggiunge, “E’ importante sottolineare che l’amministrazione sta avviando un contatto tra l’associazione e i Servizi Sociali del Comune per capire come coinvolgere fattivamente i ragazzi anche in attività socialmente utili a titolo di volontariato”. “Siamo certi – conclude l’assessore ai Servizi Sociali Barbara Paggetti – che la Comunità mostrerà il suo lato migliore: quello dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione e speriamo di poter coinvolgere al più presto i ragazzi in progetti come ad esempio quello dei Beni Comuni”.

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