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Approfittano di un'anziana e le portano via tutto

Erano riusciti a farsi intestare persino una casa a Tenerife, poi avevano chiesto un prestito di 50mila euro (mai restituito) e infine si erano dati alla pazza gioia con il bancomat della donna

Si era fidata. Si era fidata fin troppo. Forse era stata la solitudine a spingerla in quella strada senza via di uscita. L'ormai anziana signora aveva, infatti, permesso a un uomo e una donna, N.D. e R.M.M., queste le rispettive iniziale dei due imputati, di “poter operare sul proprio conto corrente, acceso presso l’agenzia di Foligno della Banca Popolare di Spoleto”. 

Lei del ’26, residente a Foligno, si era, infatti, lasciata convincere, “prestando in data 29.07.2009 – come si legge sul capo d’imputazione –  50mila euro”. Unico problema è che la donna come garanzia di quell’ingente prestito non aveva mai pensato di richiedere il rilascio di una scrittura  che riconoscesse il debito. I due, accusati adesso di circonvenzione di persona incapace (643 c.p.), gli avevano infatti solo promesso verbalmente la concessione d’uso di una parte della loro casa che stavano acquistando proprio in quel periodo a Spello. Lei, felice probabilmente di avere una compagnia quotidiana, aveva deciso di accettare la proposta. 

Ma non finisce qui, perché la donna, grazie “all’attività manipolatrice” dei due aveva “con atto notarile del del 20.10.2009 – come si legge sempre sul capo d’imputazione – di presentare piena adesione ed acquiescenza alle disposizioni testamentarie contenute nel testamento olografo redatto da suo figlio, con cui quest’ultimo lasciava in eredità alla R.M.M. (la donna, ndr.) un’abitazione a Tenerife”. Peccato che il figlio non ne sapesse niente. I due avevano, infatti, falsificato la scrittura privata, approfittando dello “stato psichico della donna”. 

Nonostante la casa a Tenerife e ben 50mila euro in cambio di qualche promessa, i due imputati hanno poi deciso di compilare due assegni, uno dell’importo di 6mila euro e l’altro di 700 euro e infine di darsi alla pazza gioia con il bancomat della signora anziana. Il disegno criminoso è stato fortunatamente bloccato quando i familiari si sono resi conto di quello che stava accadendo. Finiti a processo, difesi entrambi dall’avvocato Alberto Onori, dovranno rispondere dei gravi reati.

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