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L'INVIATO CITTADINO Lo sfregio, ecco il cimitero abbandonato al degrado e all'incuria

La casina del custode, dietro la chiesa di Monterone, resta miseramente vuota. Le persiane cadono a pezzi. Dalle finestre aperte s’intravede una condizione di abbandono e di degrado. Che ci vorrebbe a sistemarci, in uso gratuito, una famiglia il cui unico compito sarebbe quello di aprire e chiudere il cancello, alzare e abbassare la sbarra, dare un’occhiata all’insieme?

Già perché la mancanza del custode si paga in termini di disagio. Come Perugia Today ha raccontato in precedenti servizi, nessuno vigila più su niente.

Un esempio. A seguito della caduta di numerosi cipressi che  danneggiarono alcune tombe e il viale al cimitero monumentale, nel mese di maggio del 2015, siccome le previsioni davano per imminente l’arrivo di un vento pericoloso, una telefonata avvertì l’addetto del monumentale di chiudere l’accesso, sia nello storico che in quello di Monterone. La conseguenza fu che, nella fretta, nessuno fece il giro di controllo e diversi visitatori rimasero prigionieri a Monterone.

Furono chiamati i pompieri per l’apertura e un  anziano si sentì male. Prigionieri del cimitero, da vivi! Se ci fosse stato il custode, l’inconveniente non si sarebbe verificato. O, quanto meno, il cancello sarebbe stato subito aperto, evitando il malessere e il panico.

Perugia Today ha anche raccontato in esclusiva la complicata questione delle chiavi, lasciate in balia di qualunque delinquente che può impunemente impossessarsene, aprire le cappelle e asportare quanto di suo gradimento. Una lettrice, via social, osserva: “È vero, in quella foto vedo anche le mie!”.

L’interesse dei lettori è stato elevato, tanto che ci è giunta in proposito una proposta che, ragionevolmente, chiede di affidare quelle chiavi al negozio di fiori adiacente al cancello: gli addetti potrebbero, previa esibizione di idoneo titolo, consegnare le chiavi ai titolari delle cappelle. È vero che questa soluzione certamente cozza contro norme che fanno divieto di affidare a un privato ciò che è di competenza pubblica. Ma, a mali estremi…

In definitiva, la soluzione più ragionevole resta, a parere di molti, quella di ripristinare la guardiania. Mettere qualcuno in  quella bella casetta del custode costerebbe tanto? Basterebbe, da parte del Comune, provvedere alle utenze (acqua, luce, gas) peraltro semplicemente da allacciare ai servizi cimiteriali già esistenti. Adoperarsi per tutelare la memoria e la dignità delle persone care che non ci sono più è forse chiedere troppo?

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