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In onore del grande Gino Bartali, il ciclopellegrinaggio 'Terontola-Assisi'

Trecento ciclisti hanno seguito la strada fatta da Bartali durante la guerra per salvare ebrei onorando il contributo che 'Ginettaccio' diede alla causa della resistenza e della lotta durante la seconda guerra mondiale

Le belle tradizioni è difficile non rispettarle e allora anche quest’anno il ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi ha onorato la memoria di Gino Bartali, facendone riscoprire e rivivere le gesta e gli aspetti più umani di quello che è uno dei grandi eroi del ciclismo di una volta. Il Ginettaccio nazionale durante la seconda guerra mondiale fu 'postino per la pace', e in trecento ieri, domenica 8 settembre, hanno ripercorso in bicicletta i 70 chilometri che il campione toscano, durante il conflitto, faceva in sella alla sua 'Legnano' per portare segretamente i documenti che sarebbero poi serviti a creare salvacondotti per i perseguitati razziali.

Partiti dalla stazione cortonese, superate le colline del Trasimeno e Perugia, gli atleti, prima di giungere all’arrivo in piazza San Francesco ad Assisi, hanno potuto rifocillarsi nella sede centrale del Gruppo Grifo Agroalimentare a Ponte San Giovanni. Una tappa ristoro, prevista ormai già da alcune edizioni, dove i ciclisti hanno potuto mangiare e bere i prodotti messi a disposizione dalla cooperativa umbra, accolti dal suo vicepresidente, Riziero Giovi.

"Questa - ha spiegato Giovi - è una manifestazione che promuove la pace e la solidarietà. Bartali, con i suoi viaggi e le sue azioni altamente umanitarie, lanciava un messaggio che è poi lo stesso promosso in questi giorni da Papa Francesco contro la guerra. Un messaggio in cui noi ci ritroviamo e che tentiamo di promuovere sostenendo questo evento, fornendo i nostri prodotti, frutto del nostro territorio, una terra di pace e di santi qual è appunto l’Umbria. Cercheremo di essere sempre vicini a manifestazioni come questa".

"Il ciclopellegrinaggio - ha commentato Carlo Roscini, presidente regionale di Federciclismo Umbria - è sì una pedalata, e perciò un evento sportivo, ma è soprattutto un’occasione per ricordare un gesto importante. Vogliamo unire i valori dello sport con quelli umani e cristiani. Questo è lo spirito che accomuna tutti i partecipanti".

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