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Il "tempio" perugino per gli amanti delle bici cerca casa: "Sono stati tre anni esaltanti"

Game over per la Ciclofficina popolare di via del Pasticcio. “Non si immaginavano tanti cultori della bicicletta in una realtà morfologicamente ostica come Perugia”

La Ciclofficina popolare della Pesa cerca casa. Game over per la Ciclofficina popolare di via del Pasticcio. “Sono stati tre anni esaltanti: non si immaginavano tanti cultori della bicicletta in una realtà morfologicamente ostica come Perugia”, dice uno che frequentava l’officina.

La Ciclofficina popolare era stata propiziata dall’Associazione Porta Pesa e Borgo S. Antonio. Via del Pasticcio è una parallela di corso Bersaglieri e lì, ad angolo con via della Formica, c’è un palazzo della curia, al cui pianterreno è stato tentato questo riuscitissimo esperimento: creare una Ciclofficina popolare in cui non si vende e non si ripara nulla. Ma si “insegna a riparare” e a  manutenere una bici, fornendo i suggerimenti  e gli attrezzi giusti.

Sembrava una stranezza ma, in breve, quel luogo è diventato un riferimento per tanti cicloamatori, con grande soddisfazione degli abitanti del Borgo, finalmente ripulito da facce poco rassicuranti che commercializzavano “roba” non troppo legale. “Ci si vedeva – dice un attivista – il mercoledì pomeriggio  in orario ‘solare’: che vuol dire ‘prima che faccia buio’, per poter tornare a casa in bicicletta”.

Contenti i tre ragazzi animatori, che prestavano la propria opera gratuitamente. Felici quelli dell’Associazione di quartiere che avevano loro girato un fondo, ricevuto (insieme ad altri) in comodato d’uso gratuito dalla curia.

Ora però quell’edificio, il cui accesso principale è al civico 35 di corso Bersaglieri, va in ristrutturazione e risanamento conservativo (per una somma, stanziata, di 800 mila euro). Se ne faranno residenze per famiglie in difficoltà.

Intanto, al 33 dello stesso edificio c’è il restaurato Oratorio di San Giovannino, utilizzato anche dagli scout e sede dell’Associazione “Beata Colomba da Rieti” del dinamico presidente Amilcare Conti, segretario personale del cardinale Bassetti.

“La Ciclofficina popolare dovrà pertanto trovarsi una nuova sede”, dice Rosanna Abbati, attivissima “ciclosuggeritrice”. Si spera che l’Associazione del Borgo trovi un’altra dimora da offrire al laborioso e affiatato gruppo dei cicloperatori.

C’è da dire che, per rendere il locale agibile e conforme alle loro necessità, quei ragazzi generosi hanno speso parecchi soldi, rimediati con cene di finanziamento. Le hanno chiamate “porta aperta per chi porta… ma anche chi non porta mangia lo stesso”. Insomma: ci hanno messo volontà, competenze, energie. E, se questa avventura social-popolare dovesse finire, Perugia e noi tutti con essa, saremmo certamente più poveri.

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