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La Cibatti rimessa a nuovo e in sicurezza ma quei paletti non piacciono ai genitori

Si chiamava, con enfasi ideologica e mistica d’antan, “Scuola del Littorio”, alla Pesa. Nelle sue aule si sono formate generazioni di Perugini… non necessariamente fascisti. Anzi! Sotto l’enorme cedro del libano che ne ombreggia l’ingresso, giocano i ragazzini, anche a scuola chiusa. Dopo la caduta del regime, l’istituto fu intitolato al nome e alla memoria del partigiano Primo Ciabatti, fucilato dai nazifascisti.

L’edificio, in stile architettonico razionale, ebbe una sua eleganza e funzionalità. Poi, col tempo, il degrado. Ad oggi, la Ciabatti è una delle istituzioni formative più prestigiose e frequentate di Perugia, posta com’è – logisticamente e in continuità – tra la scuola dell’infanzia Santa Croce e la media Ugo Foscolo. Peraltro, costituisce un accreditato polo di pedagogia montessoriana, metodo che i perugini hanno sempre apprezzato, al di là di qualsiasi orientamento ideologico e politico.

Ormai l’edificio mostrava diverse magagne, tanto che la civica amministrazione vi ha, a più riprese, effettuato investimenti. L’intervento da poco concluso ha posto rimedio ai numerosi problemi della palestra, finalmente riportata a piena agibilità. Anche il terrazzo lungo via Brunamonti è stato impermeabilizzato e piastrellato con materiali che richiamano quelli d’epoca.

Tutto pronto, dunque, per la ripresa delle attività didattiche. In santa pace? Non proprio. Se è vero che la collocazione di paletti dissuasori in adiacenza al polo Montessori sta suscitando partecipate reazioni dei genitori, oltre che, naturalmente, della scuola interessata. “Non ne sapevamo niente”, commentano i responsabili dell’antica istituzione.

Qualcuno si preoccupa perché teme che la scelta di inibire la sosta poco lontano dal Ciabatti possa ulteriormente appesantire la situazione in via Brunamonti dove, negli orari di entrata e uscita dalla scuola, si registra un certo caos. “Se arrivano anche i genitori della scuola dell’infanzia – si dice – è la fine!”. “Forse il Comune metterà riparo alla scellerata decisione”, commenta un genitore della scuola dell’infanzia Montessori.

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