Cronaca

Ha chiuso ieri Andrei. Per quasi due secoli ha dettato legge in fatto di moda e costume. L'acropoli è più povera

Ha chiuso ieri Andrei. Per quasi due secoli ha dettato legge in fatto di moda e costume. L’attività era venuta alla luce nel 1833, nella sede di corso Vannucci, come minuscola merceria proprietà di Lola Andrei. Era poi passata, con Giuseppe e Argia Capaccioni, sotto la proprietà della famiglia titolare fino ad oggi. La merceria si era ampliata divenendo più grande e cambiando pelle.Non più solo bottoni, setini, elastici e merletti, ma anche biancheria e vestiti. Negli anni ’60, in coincidenza col boom economico, il negozio si specializza in pellicce. “Allora era uno status symbol, perseguito da signore e signorine”, racconta una dipendente, che sottolinea come non fossero pochi quanti ricorrevano al finanziamento e al pagamento rateale. Spinti dalla logica dell’apparire che, specie nelle città di provincia, anima i rapporti sociali, suscitando competitive emulazioni. Andrei segue l’evoluzione del gusto, delle mode, dei tempi. Non più solo abbigliamento elegante o sportivo, ma sintesi dei due aspetti che vanno a unificarsi ed esprimersi sotto brand di appeal nazionale e internazionale.

Con la crisi della moda e col mutamento del costume, i Capaccioni giocano la carta “bollicine” creando ‘Vivace’. Un’appendice elegante al piano superiore a offrire panini gourmet e spumanti di classe. Ne parlai con Giuseppe che sosteneva: “Accade con successo in altre città, a Milano come a Parigi, perché non anche a Perugia?”. Dopo un’iniziale curiosità, l’esperimento fallisce e si potenzia il settore complementi d’abbigliamento: scarpe, bag, prodotti di gran classe.

Poi, con la pandemia, il colpo di grazia. Non è solo mutato il milieu commerciale, ma è cambiato un mondo. Più elementi concorrono a far maturare la decisione finale. Irreversibile. A breve in quegli spazi storici, con una parte già occupata da Tezenis, si trasferirà Benetton. Ma fa male vedere quelle vetrine, ieri schermate con la carta rossa da collaboratori preziosi. Formati da anni di esperienza: professionalità sicure, ma oggi poco spendibili negli store da quattro soldi.

“Domani è un altro giorno”, dice Rossella O’Hara. Andrei proseguirà e potenzierà il suo impegno manageriale nel settore dell’accoglienza turistica. Qualcun altro subentrerà. Ma non sarà più la stessa cosa. Non vedremo più la slanciata coroncina a tre palle. A significare lusso, eleganza. Ci siamo incontrati, ieri mattina, col collega Pasquale Punzi che curava una puntata del suo Corso Vannucci. Per il bene che vogliamo a Perugia, siamo stati a rendere l’ultimo saluto ad Andrei. Con deferente rispetto. E con tristezza.
 

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