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I cittadini in "pellegrinaggio" alla pasticceria di Sandri: "Addio a un pezzo di Perugia"

Quattro cartelli attaccati sulla saracinesca della nota pasticceria Sandri, ormai chiusa dal luglio scorso. Quattro cartelli che testimoniano il dolore dei cittadini nel vederla ancora con la saracinesca abbassata. Un segno di solidarietà che oltrepassa il semplice affetto

Sono uno accanto all’altro. In fila e ben distinguibili. Frasi ironiche. Frasi malinconiche. Ma tutte con lo stesso significato. Sono lì, in bella vista, quei cartelli attaccati sulla saracinesca di Sandri la nota pasticceria di Corso Vannucci ormai chiusa dal luglio scorso, ma che tutti vorrebbero rivedere aperta.

“La rivolta dei Santi patroni”, si legge su uno. Messi nero su Bianco i nomi di Sant’Ercolano, San Costanzo e e San Lorenzo. “Con immenso dolore proclamano le dimissioni da Santi protettori della città. E partecipano: Il completo abbandono e la noncuranza del Bene Comune. Non fiori, ma rispetto per Perugia”. Un urlo, in mezzo a tanti, che si affianca all’altro foglio dove si legge: “Basta!!! Tornate a lavorare: vogliamo le cose buone che solo voi potete fare”.

Per i perugini “questo portone chiuso proprio non si può vedere”, perché “manca un pezzo di questa bellissima città”. Poi la poesia “I dolci liberano un profumo prepotente”, “mentre le bottiglie nude mostrano nettari sfumati”. Pochi versi che raccontano le emozioni che Sandri ha regalato ai suoi perugini, durante anni di stagioni che si alternavano a suon di decorazioni a tema. Una vetrina che scandiva il tempo della città. Un tempo che si è ormai fermato con quella saracinesca che non vuole riaprire.

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