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Chiusura Sala Scommesse alla Pesa, ma c’è chi replica: “Troppe slot vicino alle scuole”

Il coro di consensi per la chiusura della sala scommesse alla Pesa non trova tutti d’accordo. Perugia Today ha sentito residenti e commercianti “contro corrente”..

Tanti pesi e… tante misure. Il coro di consensi per la chiusura della sala scommesse alla Pesa non trova tutti d’accordo. Perugia Today ha sentito residenti e commercianti “contro corrente” e ne propone le argomentazioni.

“Ottima decisione, quella riportata in tono trionfalistico da tutti i giornali. Ma c’è qualcosa che non torna. Non si comprende, ad esempio, come si sia optato per la chiusura di un esercizio dove peraltro non c’erano slot, mentre ve ne sono numerosi altri, anche in adiacenza, che tengono macchinette al loro interno”.

E snocciola degli esempi. “Dal tabaccaio lì vicino, come anche al bar ad angolo con  via dei Ciechi, si trovano attivissime slot sulle quali nessuno trova niente da dire. E si consideri – aggiunge – che possono entrarvi tranquillamente gli alunni dell’elementare Ciabatti e della Media Foscolo a comprare caramelle, merendine e quant’altro. Cosa che non poteva accadere in quella sala scommesse cui potevano accedere solo i maggiori degli anni 18”. Conclusione: “Perché, per analogia, non si sollecita la rimozione delle slot anche da quegli esercizi?”.

In tema di distanze di 500 metri da luoghi sensibili, il nostro interlocutore parla di palese ipocrisia.

“Il bar tra via dei Ciechi e via della Torricella, così come il tabaccaio dello slargo della Pesa sono a meno di 500 metri dalla Ciabatti, dalla Foscolo, dalle Montessori e dalla chiesa di Santa Maria Nuova”.

Si tratta di misurare e dare una risposta. Incidentalmente, un lettore ci ricorda che anche a Monteluce ci sono locali con slot a meno di 500 metri dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Ma ci sono in via Ulisse Rocchi, a meno di 500 metri dalla chiesa di San Fortunato. E via elencando!

“Sia chiaro – conclude – personalmente sono assolutamente contrario al gioco. Ma questa disparità di trattamento offende il mio senso di giustizia”.

Il gestore del bar accanto all’Arco della Pesa dice: “Non voglio slot. Già il precedente gestore le aveva eliminate. Da quando sono subentrato, non ho mai minimamente pensato di ripristinarle”.

“E, se vogliamo parlare di ‘esempio antieducattivo’ anche da me entrano bambini che vedono bottiglie di alcolici, che non sono meno pericolosi delle slot”.

Uno scivolone anche nel comunicato Pd quando parla di “modifica da noi proposta al regolamento". “Ma allora – commenta un amico lettore - se hai dovuto modificare il regolamento, vuol dire che prima che ciò accadesse non vi erano irregolarità nell'apertura”.

Ai posteri…

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