Chiesetta Baglioni a P.S.Giovanni. I lavori della rotatoria incompleti, sennò il nuovo danneggia il vecchio

I lavori non si lasciano incompleti, sennò il nuovo danneggia il vecchio… da tutelare. Questo il senso della lamentela della cittadinanza ponteggiana, rappresentata dal collega Gino Goti che racconta una delle tante “incomplete” del nostro territorio. Si tratta della realizzazione della rotatoria Velimna, tra via Assisana e via dei Loggi: quella con al centro la bella opera “etrusca” dello scultore perugino Massimo Arzilli e la scritta “Velimna”. La rotonda ha comportato l’abbassamento del piano stradale per facilitare la discesa verso il sottopasso della ferrovia centrale Umbra.

Nella circostanza si dovette scalzare lo zoccolo della chiesetta Baglioni, annessa all’area del parco della Villa del Palazzone. La realizzazione del marciapiede attorno alla rotatoria, abbassato di circa mezzo metro rispetto al precedente piano stradale, ha comportato lo scalzamento del muro portante della chiesetta, indebolendone la staticità. Un po’ come accade quando la gengiva scalzata comporta l’indebolimento della dentatura. Lo scarto – ricorda Goti – riguarda un’altezza di circa mezzo metro, per una profondità di circa 20 centimetri.

Ora, non c’è da temere un crollo, ma di certo l’indebolimento del muro portante, ampio, ma realizzato – come si usava un tempo – con calce e pochissimo cemento. Sarebbe dunque ora – sostiene il giornalista principe di Ponte San Giovanni – di ripristinare, rincalzare, risarcire. Prima di tutto, perché l’attuale situazione è indice di negligenza e di mancato completamento dei lavori. Altro argomento evidenziato è l’inesistente controllo del verde adiacente. Difatti, “le erbacce, crescono senza controllo e senza cura, sul piano rialzato tra la carreggiata e il marciapiede”.

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Con scarsa coerenza – sottolinea Goti – rispetto all’aspirazione della Vetusta a proporsi come candidata a capitale del “verde”. Si rischia, insomma, di (de)meritarsi una medaglia: non per la cura del verde urbano, ma per il biasimo del verde incontrollato.

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