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Terminati i lavori nella "chiesa dell’Università": la sede del Rettorato torna a splendere

Finalmente completati i lavori alla lanterna della Cappella del Vanvitelli di Palazzo Murena, oggi "chiesa dell'Università", inserita nell'ex convento dei monaci olivetani, attuale sede del Rettorato

Finalmente completati i lavori alla lanterna della Cappella del Vanvitelli di Palazzo Murena, oggi “chiesa dell’Università”, inserita nell’ex convento dei monaci olivetani, attuale sede del Rettorato. Attraverso questo cilindro in laterizio, vetro e metallo, la cupola della chiesa prende luce: una luce che varia d’intensità e di sfumature nelle diverse ore del giorno.

Purtroppo monsignor Elio Bromuri non ha potuto vedere la conclusione dell’intervento, meravigliosamente riuscito e assai gradito all’attuale rettore, don Riccardo Pascolini. Che commenta: “Ricordiamo don Elio che avrebbe voluto vedere la fine dei lavori, dopo anni e anni di santa sopportazione”.

Nel quadro del consolidamento e del restauro conservativo di molte parti dello storico complesso monastico, sono rientrati anche gli interventi relativi al tetto e alla lanterna della splendida chiesa di Monte Morcino Nuovo (per un importo complessivo dei lavori di oltre 800 mila euro). La parte di tetto rimasta incompiuta è stata terminata. E la lanterna è proprio la classica ciliegina sulla torta.

Finora si era evitato di mettere in posa coppi e mattoni, dato che era necessario accedere alla struttura in tubi che poggiava sul solaio, per consentire ai restauratori di raggiungere i vari punti della lanterna. Finito il lavoro, è stata ultimata anche la copertura.Si trattava di un lavoro particolarmente necessario, anche per l’alto valore artistico della lucerna.

I restauratori hanno fatto miracoli: vetri sostituiti, lamine metalliche ripulite e reintegrate. Da oggi le ultime pennellate a livello del marciapiedi di via Innamorati. Lo “zoccolo” in mattoni era infatti fortemente deteriorato e si sta procedendo al reintegro delle parti ammalorate. Gli operari rifilano pazientemente pezzi di cotto e li murano nei punti in cui il rivestimento è saltato. Ora non si può che esprimere gratitudine all’Università e a quanti si sono adoperati per il completamento di un lavoro che riporta a dignità questa preziosa architettura del Settecento.

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