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È una delle chiese più antiche della città e se la passa male, ma ci pensa l'associazione della Pesa a ripulirla

La dinamica associazione Porta Pesa e Borgo S. Antonio ha deciso di adottarla e sistemarne, un po’ alla volta, la fiancata su via del Roscetto

È una delle chiese più antiche della città (1200) ma, da tanti anni, è chiusa e le celebrazioni avvengono nell’attiguo Oratorio della confraternita del Crocifisso (concesso anche alla chiesa ortodossa ucraina, nel primo pomeriggio del sabato). L’interno è stato restaurato (malamente: graffiarono via i resti di antichi affreschi), ma l’esterno porta i segni dell’inciviltà e del degrado: intonaci cadenti, scritte, sporco da fumo di scappamenti.

La dinamica associazione Porta Pesa e Borgo S. Antonio ha deciso di adottarla e sistemarne, un po’ alla volta, la fiancata su via del Roscetto. Qui, nella tessitura medievale, si intercettano un portale e due arcate ogivali. Il portale e la lunetta sovrastante chiedono aiuto. Altrettanta pietà invocano le due ogive, in pietra bianca e rosa, al cui interno l’intonaco è malfermo.

Da qui la decisione dell’associazione di provvedere. Cominciando, intanto, dall’arcata inferiore, all’interno della quale, nel secondo dopoguerra, fu inserita una Madonnina in pietra serena. Un artigiano ha scalzato con la martellina l’intonaco traballante e l’ha rifatto ex novo. Naturalmente, coi dovuti permessi e seguendo le indicazioni della Soprintendenza. Analogo lavoro dovrà farsi nell’ogiva più in alto, sempre su via del Roscetto.

Anche l’ingresso laterale ha un portone rovinato, sovrastato da una lunetta male in arnese. Un discorso diverso si pone sul versante della chiesa in via Pinturicchio, da cui si accede tramite una scalinata a doppia rampa. Qui i travertini sono completamente anneriti dai gas di scarico delle vetture e necessitano di una robusta ripulitura. I due restauri precedenti datano 1568 e 1722 (foto).

“Quello che serve – dichiara un esperto – non è una sabbiatura, troppo impattante, ma una passata con idropulitrice a pressione variabile, per restituire alle pietre il primitivo candore”. “Cosa che l’associazione della Pesa – promette Carlo Valiani – si propone, prima o poi, di fare a sue spese”.

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