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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

LA CITTA' CHE CAMBIA | Il nuovo allestimento del Museo della Cattedrale: "Un'eccellenza culturale per Perugia. Più fruibile per tutti"

Otto sale del Museo che ospitano opera divise con criterio “scientifico-tematico” a cui si può accedere non solo con visite guidate da operatori culturali ben formati e motivati, ma anche in autonomia grazie a moderni pannelli esplicativi

«Il Museo con il suo nuovo allestimento e il percorso archeologico sottostante la cattedrale, parti fondanti l’“Isola di San Lorenzo”, sono un’eccellenza culturale della nostra città ancor più fruibile non solo dai turisti, ma dagli stessi perugini". La trasformazione, nell'anno dei 100 anni dalla sua fondazione, è stata presentata da monsignore Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di San Lorenzo di Perugia, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del progetto ultimato del  nuovo allestimento del Museo. Evento che avviene in un anno molto significativo - quello già detto del primo centenario della nascita di questo Museo (1923-2023) - tra cui il V centenario della morte (1523-2023) di due grandi maestri del Rinascimento: Pietro Vannucci e Luca Signorelli.

Vinte due scommesse.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche l’architetto Alessandro Polidori, direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturaliMUSEO-2-2 ecclesiastici e curatore del progetto del nuovo allestimento, il dott. Fabrizio Stazi, direttore generale della Fondazione Perugia, Istituzione che ha finanziato il progetto, e il dott. Giuseppe Capaccioni, presidente della GENESI S.r.l. Quest’ultimo ha espresso soddisfazione per il lavoro compiuto negli ultimi tre anni, perché, ha sottolineato, «era il febbraio 2020 quando riflettemmo e poi avviammo il progetto di valorizzazione dal punto di vista turistico di un bene come questo. Oggi, a tre anni di distanza, con in mezzo la pandemia, anche noi siamo sorpresi del risultato ottenuto, una scommessa vinta. Il merito va, soprattutto, agli undici giovani operatori culturali, tra laureati in storia dell’arte ed archeologi, che ci lavorano. Hanno studiato, ricercato e scritto i testi che il visitatore trova in ogni sala del Museo. Come “Genesi” abbiamo vinto un’altra scommessa, quella di tenere a lavorare in Umbria, a casa loro, questi giovani, oltre ad essere riusciti in meno di un anno a dare la possibilità a quasi 30mila persone di visitare la parte già fruibile dell’“Isola di San Lorenzo”, il percorso degli scavi archeologici sotto la cattedrale e tre sale già accessibili del Museo".

"Inizialmente pensavamo che l’obbligo di legge di accompagnare i visitatori a piccoli gruppi nell’area archeologica sotterranea fosse un ostacolo ad una sua maggiore fruibilità, ma poi ci siamo resi conto che la gente apprezzava questa “specificità”, perché poteva ammirare con più tranquillità gli scavi. Molti dei visitatori ci hanno sollecitato a realizzare visite guidate a tutta la città, perché la storia di Perugia inizia in questo luogo con tracce di civiltà risalenti a 26 secoli fa, stratificate lungo un percorso di quasi un chilometro e profondo 15 metri dal piano stradale di piazza IV Novembre».

Esplosione di socialità e vita. Così l’ha definito il direttore generale della Fondazione Perugia intervenendo in conferenza stampa «questo splendido allestimento e spazio che torna a vivere e a creare socialità e ricchezza di relazioni sul territorio dopo un periodo in cui questa socialità è venuta a MUSEO-3mancare». Il direttore Stazi ha espresso anche «gratitudine per questo progetto che si innesta in un ambito di una collaborazione più ampia che abbiamo stretto con la Diocesi nel 2021, l’accordo verso il Perugino ed oltre che prevede il restauro e la valorizzazione della chiesa della Santissima Annunziata di Fontignano che ospita la tomba del Perugino e alcune sue opere. Il 2023 è un anno particolarmente ricco di iniziative culturali che ruotano attorno alla figura di Pietro Vannucci e la Fondazione Perugia ha sostenuto alcune di esse, perché la sua missione rientra in questo solco, quello di valorizzare la cultura della comunità nella sua eccezione più ampia anche attraverso iniziative che vedono la crescita individuale e percorsi di incontro-coesione e di attrazione del territorio dal punto di vista  turistico e dello sviluppo economico».

Visite non solo guidate. L’architetto Polidori, che ha aperto gli interventi introducendo i convenuti alla visita delle otto sale del Museo, ha ricordato l’importanza di questo nuovo allestimento non più cronologico ma di carattere “scientifico-tematico” a cui si può accedere non solo con visite guidate da operatori culturali ben formati e motivati, ma anche in autonomia grazie a moderni pannelli esplicativi. Ogni sala è intitolata a personalità e a opere significative caratterizzanti importanti epoche della storia di Perugia e non solo. Basti pensare alle sale: “Leone XIII”, il Papa della Rerum Novarum e vescovo di Perugia dal 1846 al 1880; “Perugia e dei Papi”; “Sant’Anello”; “Parato Armellini”; “Luca Signorelli”; “Speranza e affidamento”; “Agostino Di Duccio”; “Diocesi-Cattedrale-Museo”.

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