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Riaprire al più presto la chiesa di Monteluce, la soluzione del negozio Millennium è un tampone

“Riaprire al più presto la chiesa di Monteluce”. Questo il grido che si leva da parte di numerosi fedeli che, nel giorno di Pasqua, prendono la messa delle 11 presso l’ex negozio Millennium in piazza Cecilia Coppoli, alla Nuova Monteluce. Una crisi “provvidenziale”, quella che ha indotto alla chiusura i gestori del negozio. Proprio lì vicino, tra la nuova Aula di Studio Adisu, gli uffici comunali e il bar Espressino.

“Ci adattiamo – dicono i monteluciani – ma è una situazione d’emergenza cui occorre porre rimedio in tempi brevi”. Si dice, peraltro, che i danni della chiesa parrocchiale non siano niente di che: solo una fenditura che sta lì da cinquant’anni, giurano. E il pericolo per gli affreschi? Nessuno, dato che gli intradossi e le volte nell’area centrale non sono affrescati. Allora, tanto rumore per nulla? Forse. Ma la normale prudenza ha indotto alla chiusura. Raccontano che ieri era previsto un incontro tra il cardinale Bassetti e il prefetto, dato che le competenze sulla chiesa come bene materiale gravano anche sul Ministero degli Interni, di cui le prefetture sono emanazione.

Dice don LucianoTinarelli, parroco di Monteluce per oltre mezzo secolo (e ancora lucidissimo e celebrante): “Comprendo che non è una situazione facile per i fedeli. Ma, credimi, anche per me, celebrare davanti a un crocifisso quattrocentesco di Fiorenzo di Lorenzo non è lo stesso che farlo davanti a un’opera contemporanea. Il disagio dei fedeli lo avverte anche il sacerdote!”. Francamente il negozio, utilizzato a chiesa, è ben messo: icone, crocifissi, altare, lumini, organo.

Insomma, non manca niente. Manca, semmai, quell’ambiente carico di arte, storia e misticismo che sono il valore aggiunto di Santa Maria Assunta, con le sue connotazioni francescane e gli attraversamenti cronologici, dal 1200 al Settecento, che la fanno bella. Intanto, verificato che non ci siano problemi di staticità strutturale, si potrebbe proteggere i fedeli
con un’opera provvisionale, stendendo una rete sotto la parte alta, per evitare cadute d’intonaco sulla testa delle persone. Tornare è quello che i parrocchiani auspicano, in qualsiasi condizione.

“Pensi – dice qualcuno – celebrare un matrimonio o un funerale dentro un negozio!”. Ma, cerchiamo di cogliere almeno una nota positiva, in mezzo a questo disastro! Un risultato, tangibilissimo, è stato ottenuto. Il giorno di Pasqua, la bellissima piazza antistante la chiesa è finalmente sgombra di macchine. Uno spettacolo che rende giustizia a un lavoro di straordinaria efficacia. Anche come… effetto collaterale, non è proprio da disprezzare!

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