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Il nuovo ambulatorio speciale del Chianelli per aiutare i malati dell'ospedale di Perugia

Un ambulatorio psico-sociale in cui malati, familiari e operatori sanitari potranno avere tutto il supporto di una psicologa, la dottoressa Tiziana Felicioni e di un’assistente sociale, la dottoressa Monica Ortolani

Uno spazio dedicato ai pazienti del Day Hospital del Reparto di Ematologia dell’Ospedale di Perugia. Un ambulatorio psico-sociale in cui malati, familiari e operatori sanitari potranno avere tutto il supporto di una psicologa, la dottoressa Tiziana Felicioni e di un’assistente sociale, la dottoressa Monica Ortolani. L’iniziativa, sostenuta dal Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, vuole supportare i pazienti attraverso una tutela globale che non riguarda solo l’aspetto della salute. A questo scopo, infatti, il Comitato sostiene sia per i reparti di Ematologia e Trapianto di Midollo osseo che di Oncoematologia pediatrica, un gruppo multidisciplinare composto da psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali, arteterapisti, musicoterapisti, educatori, volontari, servizio religioso, che supportano il personale sanitario nell’assistenza ai pazienti. Ora esiste anche un vero e proprio punto di riferimento al Day hospital a cui tutti possono rivolgersi.  “Questo luogo – spiega Tiziana Felicioni, psicologa Clinica - è ben più di un “ambulatorio” fra gli altri, nell’ospedale. È uno spazio nel quale si riconosce al pensiero, assieme agli affetti e alle emozioni ad esso relati, il diritto di cittadinanza e di libera espressione proprio in una struttura che, per tradizione, ha espresso il dominio delle scienze della natura “sull’ammalato”, e della organicità sulla psiche”.

Un luogo accogliente e pieno di colori, abbellito dalla mano esperta della arteterapista in formazione, Sara Raccosta. “La scelta dell’immagine – spiega – così come dei colori e degli arredi, fatta secondo una visione arteterapeutica, è stata concepita come elemento fondamentale nella preparazione di un setting terapeutico, e in questo caso anche sociale, affinché la stanza dell’ambulatorio diventi luogo accogliente e contenuto, dove il paziente possa sentirsi a proprio agio e rilassato. Questa tipologia di ambientazione, dove l’immagine ha uno scopo terapeutico, viene definita di psicologia ambientale”.

“Il servizio sociale professionale in tale contesto – aggiunge l’assistente sociale Monica Ortolani – si qualifica come servizio di ascolto ed aiuto alle persone e alle famiglie per affrontare problemi concreti che insorgono durante il momento particolare della malattia. Per questo l’assistente sociale svolge consulenza sociale, fornisce informazioni e orientamento sulla rete dei servizi sanitari, sociali, previdenziali ed accompagna nella ricerca di soluzioni a problemi sociali personali e familiari, ad esempio sul piano del lavoro, abitativo o economico”. 

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