Sentenza "shock" Umbria Olii, la Cgil si schiera in difesa della ditta Manili

Dopo la sentenza di Umbria Olii a intervenire è anche il segretario della Cgil, Mario Bravi che, difendendo la ditta Manili, a cui è stata addebitata un terzo della colpa, dichiara: "Non è stata una tragica fatalità, ci sono dei responsabili"

Una sentenza, quella di Umbria Olii, che ha stupito in molti, soprattutto i familiari delle vittime coinvolti. A intervenire anche il segretario della Cgil, Mario Bravi, che ha dichiarato: “ Come sindacato consideriamo un tragico errore la tendenza che sembra prendere campo nel legislatore, ma anche in alcune interpretazioni della magistratura, come in questo caso, tendente a minimizzare e a distribuire la colpa su tutti, in maniera indistinta”.

Bravi si riferisce a quel concorso di colpa (1/3) attribuito dai giudici alla ditta Manili. Ma le motivazioni della sentenza arriveranno solo tra 90 giorni nel frattempo il segretario afferma: “Auspichiamo che nel successivo livello di giudizio (Corte di Cassazione, ndr.), si possa ripristinare la verità che era stata ampiamente dimostrata dal giudice di primo grado e supportata da uno studio tecnico chiaro e approfondito”.

“La strage di Campello – conclude infine Bravi - parla ancora alla Comunità umbra, non è stata una tragica fatalità, ci sono responsabilità precise e soprattutto va respinto nettamente il tentativo di Del Papa e dei suoi legali di scaricare le responsabilità sulle vittime di quella tragedia”.

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